L’AQUILA – “Enzo Boschi dice che più che processarlo forse dovrebbero ricoverarlo. E forse era il caso. Perché non lo ha detto nel corso della riunione della Grandi rischi che l’Abruzzo è la regione più pericolosa d’Europa dal punto di vista sismico?”.
Così, in riferimento a una recente intervista ad AbruzzoWeb, l’avvocato di parte civile Antonio Valentini ha demolito nella sua arringa il comportamento di uno dei 7 esperti “non nell’anteguerra, ma nel periodo successivo alla prima udienza dell’Appello”.
Veemenza che ha suscitato l’ira dell’avvocato di Boschi, Marcello Melandri, che ha additato Valentini di averne fatto una questione personale, anche se su questo punto è stato placato dal giudice presidente del collegio Fabrizia Francabandera.
“Alla fine della scorsa udienza ho sentito dire uno degli imputati dire io non ho fatto nulla, è proprio questo il punto – ha accusato Valentini sempre su Boschi – Non hanno fatto niente davvero. Il verbale lo hanno redatto il 6 aprile pomeriggio. Mentre tu volevi tirare fuori un amico sotto le macerie e non lo potevi fare, questi redigevano il verbale”.
Valentini, coinvolto in prima persona tanto da ricordare di aver anche rinunciato al ruolo di testimone dell’accusa per continuare a esercitare come avvocato di parte civile, ha assicurato che “non ho bussato alla porta di nessun testimone, quelli che io difendo hanno bussato alle nostre porte e a loro abbiamo detto di dire la verità”.
Sul messaggio rassicuratorio, il legale ha ribadito che “ci dissero che nessuna scossa di magnitudo superiore a quella che c’era stata sarebbe potuta avvenire. Nella mente mi si era fissato questo messaggio” e ha citato alcuni organi di informazione già passati in rassegna durante il processo di primo grado, “il Tg1 diceva, è solo uno sciame sismico lo dicono gli esperti, lo stesso il Tg4”.
Critiche anche all’ex capo dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso, “è stato il più feroce inquisitore della Cgr. A precisa domanda del pm – ha ricordato la testimonianza di qualche anno fa in aula – dice che la commissione aveva i più ampi compiti di divulgazione”.
“Dovevano dirci quello che sarebbe successo e non lo hanno detto. Non dovevano prevedere il terremoto, ma valutare il rischio”, ha concluso, associandosi alle richieste dell’accusa di conferma della condanna per tutti gli imputati. (alb.or.)





