L’AQUILA – Il Partito democratico abruzzese, in particolare quello dell’Aquila, vive un momento di forte imbarazzo per come la senatrice aquilana Stefania Pezzopane ha gestito dal punto di vista mediatico la vicenda privata della relazione con l’ex spogliarellista, aquilano pure lui e di 24 anni più giovane, Simone Coccia Colaiuta, in uno dei momenti più delicati del post-sisma.
E Matteo Renzi, premier e segretario nazionale del Pd, sarà all’Aquila il prossimo 15 ottobre, in quella che si annuncia come una resa dei conti.
Secondo quanto si è appreso, dunque, la tensione in casa Pd sarebbe alle stelle, in un periodo molto complicato e incerto della ricostruzione post-terremoto, con il vuoto non ancora colmato lasciato da Giovanni Legnini, uno degli uomini forti del Partito democratico, passato dal ruolo di sottosegretario di Stato all’Economia con delega alla Ricostruzione a quello di vice presidente del Consiglio superiore della magistratura.
Perché, in sostanza, la questione aquilana, quella più importante legata a una ricostruzione sempre più difficile, con i fondi che se arrivano non bastano a coprire necessità enormi, andava tutelata e non oscurata, evitando di finire, ad esempio, su Canale5, nella trasmissione condotta da Barbara D’Urso.
Tra i più arrabbiati ci sarebbero il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e il vice presidente della Giunta regionale abruzzese Giovanni Lolli, tra l’altro vicini alla corrente piddina di Gianni Cuperlo, non a quella di Renzi.
I due, come gli altri, non constestano certo la relazione, che appartiene alla sfera privata, ma le implicazioni pubbliche che una love story come questa può portare, anche non volute.
LOLLI, ”CON STEFANIA NESSUN PROBLEMA, SIAMO CONCENTRATI”
“Non c’è nessun problema con Stefania, persona che stimo profondamente dal punto di vista politico e alla quale sono legato da una forte amicizia. Siamo concentrati sui problemi dell’Aquila, le vicende private restano tali”, il commento di Lolli ad AbruzzoWeb, intervenuto telefonicamente.
“Nessuno deve permettersi di intromettersi nelle sue vicende private, figuriamoci se lo facciamo noi del partito”, conclude.





