TERAMO – Mamme in rivolta a Teramo contro i rincari dei buoni pasto e delle tariffe del servizio di trasporto scolastico, che con i nuovi criteri introdotti dal sindaco, Maurizio Brucchi. 

Oggi pomeriggio c’è in programma un sit-in di protesta davanti alla sede del Municipio in piazza Orsini.

Il buono pasto è passato infatti dagli attuali 3 euro e 60 ai 4 euro e 40 centesimi, il trasporto è aumentato per le fasce di reddito sopra i 20 mila euro. 

”L’introduzione di diverse fasce Isee per la determinazione delle tariffe per gli scuolabus – spiega in una nota l’associazione di genitori Robin Hood – ha comportato un aumento dei costi per molti genitori alcuni si sono visti raddoppiare la quota annuale. Non ha portato, però, ad un miglioramento della qualità del servizio di trasporto scolastico, che ora potrebbe essere addirittura sospeso. A fronte di ciò, cosa dobbiamo aspettarci per i pasti serviti ai nostri figli nelle mense? Dove finiscono i soldi che versiamo ogni anno con una compartecipazione sempre maggiore nella speranza di migliorare i cibi che i nostri figli consumano a scuola e garantire loro mezzi di trasporto sempre più sicuri?”.

I genitori si chiedono anche ”come sia possibile che solo a Teramo si abbiano tariffe così alte per servizi che nei comuni limitrofi vengono assicurati a prezzi molto più bassi e certamente scaglionati meglio a seconda del reddito”.

Brucchi ha difeso gli aumenti con la necessità di ”mantenere il livello di qualità della dieta dei bambini cucinando con le nostre cuoche direttamente a scuola, prenderli dall’azienda sarebbe costato molto meno”.

E, sopratutto, sottolinea, che se da una parte sono aumentate le tariffe per le fasce altre di reddito, dall’altra ”si è estesa l’esenzione delle fasce più deboli, che ammonta a 150 mila euro l’anno”.

Argomenti che non convincono affatto i genitori in lotta.

”Non si tratta di rinunciare ad una pizza o di andare una volta di meno dal parrucchiere, né di utilizzare cibi precotti. Per i nostri figli vogliamo il meglio e siamo disposti a tutto per far sì che lo ottengano, ma continuiamo a chiederci il perché i prezzi siano lievitati tanto. E non si parli di spending review, altrimenti vi racconteremo dei nove assessori del comune di Teramo quando Roma, la Capitale d’Italia, ne ha solo cinque e di tante, tante altre storie di ordinaria follia di spreco del denaro pubblico”.

All’attacco del sindaco anche il consigliere di opposizione Gianluca Pomante, della lista civica ‘Finalmente Pomante’.

”I servizi erogati dal Comune e dalle municipalizzate sono sempre più scadenti e i loro costi sempre più alti. L’assistenza alle categorie deboli e gli interventi per il sociale sempre più inconsistenti. La programmazione, anche dell’ordinario, é inesistente. I rapporti sono sempre più tesi, a causa delle difficoltà economiche ma, soprattutto, della mancanza di speranze per il futuro e di certezze per il presente”, accusa in una nota stampa. (f.t.)