CHIETI – Un totale complessivo di 180 anni. sono le richieste di condanna per 18 dei 19 imputati nel processo in Assise a Chieti per le discariche dei veleni scoperte nel 2007 a Bussi sul Tirino, nella Val Pescara. Da 12 anni e 8 mesi a 4 anni, questo il massimo e il minimo.
Una sola la richiesta di assoluzione. Questo al termine delle requisitorie dei pm Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini.
Il pubblico ministero Mantini ha definito questo “il più grande disastro abruzzese della storia moderna”.
La richiesta più alta di condanna, 12 anni e 8 mesi, è quella formulata nei confronti di Carlo Cogliati, amministratore delegato pro tempore di Ausimont, nel processo che vede 19 imputati e 27 parti civili.
Le accuse, per tutti, sono di disastro ambientale e avvelenamento dell’acqua.
In base a una relazione dell’ Istituto Superiore di Sanità, che analizzò per l’Avvocatura dello Stato le acque contaminate dalla mega discarica di rifiuti tossici, “l’acqua contaminata è stata distribuita in un vasto territorio e a circa 700 mila persone senza controllo e persino a ospedali e scuole”.
Le richieste sono arrivate al termine di una requisitoria durata circa 16 ore e condotta per due giorni dai pubblici ministeri Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini, dinanzi al collegio presieduto da Camillo Romandini, giudice a latere Paolo Di Geronimo, e da sei giudici popolari.
Dodici anni sono stati chiesti per Guido Angiolini, amministratore delegato di Montedison dal 2001 al 2003, e per Luigi Guarracino.
E ancora, fra le pene più alte, 11 anni chiesti per Leonardo Capogrosso, coordinatore dei responsabili dei servizi Pas degli stabilimenti facenti capo alla Montedison-Ausimont di Milano; Salvatore Boncoraglio, responsabile protezione ambientale e sicurezza della sede centrale di Milano; Carlo Vassallo, direttore dello stabilimento di Bussi dal 1992 al 1997; Nazzareno Santini, direttore dello stabilimento dal 1985 al 1992; Maurizio Aguggia e Giuseppe Quaglia.
Le altre richieste di condanna sono: 10 anni e 4 mesi per Camillo Di Paolo, Vincenzo Santamato, Giancarlo Morelli, Angelo Domenico Alleva e Mauro Molinari.
Chiesti 7 anni per Luigi Furlani, Alessandro Masotti e Bruno Parodi. Le richieste di condanna riguardano 18 dei 19 imputati.
L’assoluzione per non aver commesso il fatto è stata chiesta per Maurizio Piazzardi, mentre per Nicola Sabatini l’accusa ha chiesto 4 anni per il disastro ambientale e l’assoluzione per l’avvelenamento dell’acqua.
Il processo riprenderà il prossimo 10 ottobre con la prima delle due udienze dedicate agli avvocati delle parti civili.






