L’AQUILA – Il premier Matteo Renzi a metà ottobre all’Aquila; la senatrice Stefania Pezzopane sottosegretario con speciale delega alla Ricostruzione al posto di Giovanni Legnini, promosso al Consiglio superiore della magistratura e che martedì prossimo, 30 settembre, potrebbe esserne eletto vice presidente; Giovanni Lolli che resta a fare il vice presidente della Giunta in Regoine Abruzzo, rinunciando al seggio in parlamento come primo dei non eletti al posto di Legnini.
Questo lo scenario, e il giro di valzer, prospettato oggi dai maggiorenti del Partito democratico aquilano Lolli e Pezzopane, dal sindaco, Massimo Cialente, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.
L’occasione è data dall’annuncio della tanto attesa visita di Renzi all’Aquila. “Decisa solo ora – ha spiegato Lolli – perché gli avevamo raccomandato di venire solo dopo aver fatto cose concrete per la ricostruzione, e per assumere precisi impegni e non per fare i soliti annunci, perché sarei stato il primo a contestarlo”.
Il fatto concreto è lo stanziamento di 265 milioni spendibili subito nel decreto Sblocca Italia, come anticipato da AbruzzoWeb, per la ricostruzione post-sisma, che si aggiungono ai 265 milioni anticipati da Cipe tra gli ultimi fondi programmanti per gli anni a venire.
“Una grande notizia – sottolinea Cialente – che ci dà ossigeno fino a dicembre, e consentirà di rispettare il cronoprogramma”.
Gli impegni che invece Renzi si dovrà assumere sono principalmente tre: approvare la legge sulla nuova governance della ricostruzione in cui sia previste certezze nei prossimi anni sul flusso dei fondi necessari completare al ricostruzione di L’Aquila e di tutti i comuni del “cratere”.
“L’unico modo per riuscirci – ribadisce il primo cittadino – è che l’Europa assuma un indirizzo in base al quale, per le calamità naturali riconosciute, si possa sforare il patto di stabilità con le spese di investimento”.
Secondo impegno, la nomina della Pezzopane a sottosegretario di Stato con delega ad hoc.
“Questo ruolo decisivo per le sorti della città – argomenta Lolli – è stato nel tempo ricoperto da Gianni Letta, da Fabrizio Barca, da Carlo Trigilia, e infine da Legnini. Bene tutti, tranne Trigilia, che non conosceva l’argomento. E proprio per questo ora è necessario sostituire in corsa Legnini con una persona che dal primo momento ha seguito la difficilissima partita della ricostruzione, che è già allenata, e questa persona è Stefania Pezzopane”.
La proposta già formalizzata, garantisce poi il vice presidente della Regione, è sostenuta da buona parte dei parlamentari del Pd e dei partiti di maggioranza.
“Fa sempre piacere – commenta la Pezzopane – che il lavoro che si svolge venga riconosciuto. La sostituzione di Legnini è una cosa complessa. Non ne ho parlato con Renzi, visto che la cosa mi riguarda, non mi vado a certo a proporre, dovrà essere il partito a farlo nelle giuste forme”.
E Lolli, che dovrebbe subentrare in parlamento a Legnini dopo le dimissioni di quest’ultimo a causa dell’incompatibilità con il ruolo di componente laico del Csm, conferma l’imminente gran rifiuto.
“Come ho già detto e ripetuto – garantisce il diretto interessato – rinuncerò al seggio e rimarrò in Regione, perché ognuno deve fare la sua parte fino in fondo”.
In caso di rinuncia andrebbe a Roma come secondo non eletto il pescarese Gianluca Fusilli.
Infine gli esponenti del Pd promettono di incalzare da subito il premier per trovare in tempi strettissimi alla direzione a capo dell’Ufficio speciale della ricostruzione un sostituto di Paolo Aielli, divenuto da poche ore amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato.



