L’AQUILA – La fecondazione eterologa, quella artificiale con ovulo o seme esterni alla coppia di genitori, sarà più difficile in Abruzzo rispetto ad altre regioni d’Italia a causa degli ultimi effetti del commissariamento della sanità per i debiti accumulati.

L’amministrazione regionale ha infatti recepito l’accordo adottato dalla Conferenza delle Regioni in materia di fecondazione eterologa, che fissa tariffe e linee guida sulla procreazione medicalmente assistita, ma non ha soldi per fornire gratuitamente il servizio negli ospedali.

“Non si potrà farlo fino a quando l’Abruzzo non sarà uscito dal commissariamento prima e dal piano di rientro poi”, ammette ad AbruzzoWeb l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci.

La Giunta presieduta da Luciano D’Alfonso la settimana scorsa ha fatto proprio il documento elaborato sulla base della sentenza numero 162 della Corte Costituzionale del 9 aprile 2014, che ha dichiarato l’illegittimità del divieto di fecondazione eterologa sancito dalla legge numero 40 del 19 febbraio 2004, che detta norme in materia di procreazione medicalmente assistita.

I governatori hanno inoltre stabilito il prezzo del ticket per gli esami necessari per accedere alla prestazione, compreso tra 400 e 600 euro, variabile a seconda delle regioni; le tariffe convenzionali per le tre tipologie di fecondazione da effettuarsi in ambulatorio sono state invece stabilite in 1.500 euro per quella con seme da donatore con inseminazione intrauterina, 3.500 con seme da donatore in vitro (Fivet), e 4 mila per quella con ovociti da donatrice (Icsi).

Cifre di certo concorrenziali rispetto al privato, ma che resteranno comunque non alla portata di tutti gli abruzzesi, a meno che l’eterologa non dovesse essere inserita dal governo nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), il cui aggiornamento è previsto entro la fine dell’anno, come ha auspicato anche il presidente della Conferenza delle Regioni e del Piemonte, Sergio Chiamparino, a margine dell’ultimo incontro dei governatori.

“Il tema è innanzitutto l’inserimento dell’eterologa nel tariffario nazionale e, dunque, anche la discussione fuori o dentro i Lea  legata poi e conseguentemente al tariffario – prosegue Paolucci –  Questo per noi è imprescindibile per affrontare la questione del costo”.

L’assessore chiede il rapido inserimento nel tariffario, perché “una regione che come l’Abruzzo, sottoposta al piano di rientro, non può finanziare nemmeno gli extra Lea con i fondi di bilancio – precisa – Da questo punto di vista, prima interviene il governo prima l’Abruzzo potrà dare esito positivo anche alla gratuità di questa prestazione”.

“Continueremo, tuttavia, con convinzione a lavorare per uscire da questa condizione – conclude Paolucci – Ci auguriamo che presto il parlamento possa tornare a esprimersi in maniera chiara e in linea con la sentenza della Consulta: ma nel frattempo le Regioni, attraverso questo accordo interregionale dal valore transitorio, non lasceranno soli i cittadini”.

IL DOCUMENTO

Il provvedimento approvato dalla Giunta D’Alfonso riconosce che la donazione di cellule riproduttive da utilizzare nell’ambito delle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo debba essere connotato come un atto volontario, altruista, gratuito, rivolto esclusivamente al bene della “salute riproduttiva” di un’altra coppia.

Un anno per il quale non potrà essere prevista alcuna retribuzione economica per i donatori, né potrà essere richiesto alla ricevente contributo alcuno per i gameti ricevuti.

Vengono individuati inoltre i requisiti per i centri autorizzati alla pratica della fecondazione eterologa, sia pubblici che privati, i requisiti soggettivi per le coppie che possono usufruire della donazione, le indicazioni cliniche per la fecondazione eterologa, la selezione dei donatori maschili.

MASCARETTI: “GIA’ DECINE E DECINE DI TELEFONATE DI COPPIE DA OGNI PARTE D’ITALIA”

C’è molta curiosità da parte di future mamme e papà di conoscere termini, tempi e prezzi dell’eterologa, anche se al momento le dinamiche restano frammentarie e nebulose.

“Bisogna precisare che oggi è possibile effettuare l’inseminazione eterologa, cioè con gameti di donatori, perché è stato modificato l’articolo della legge 40 che ne vietava l’effettuazione – afferma il professor Giulio Mascaretti, responsabile del centro Procreazione medicalmente assistita (Pma) dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila  – Purtroppo, però, i centri in Italia non possono effettuarla perché il governo ancora non emana le linee guida. Per questo si sta creando una grande confusione sulla effettuazione dell’inseminazione”.

“All’Aquila, dove era in attività un Centro di III livello fino al 2009, l’anno del terremoto, arrivano decine di telefonate al giorno di coppie desiderose di usufruire di tale tecnica. Il Fivet aveva grandi numeri: il 34% di prestazioni regionali e il 66% da fuori regione – prosegue – Noi per ora ci limitiamo a dare chiarimenti”.

“In realtà la Regione Abruzzo non ha un vero e proprio Istituto di cellule e tessuti strutturato con le competenze e le attrezzature necessarie a coprire tutte le necessità – conclude – Un vero peccato perché è forte la vocazione europea della nostra Regione, anche in considerazione della costituzione di una Macro Regione Adriatica, di cui l’Istituto potrebbe rappresentare un punto di riferimento  e L’Aquila avrebbe tutte le carte in regola per farlo”.