PACENTRO – Giunto alla 564ª edizione documentata, domenica 7 settembre si rinnova l’appuntamento con la tradizionale e storica Corsa degli Zingari di Pacentro (L’Aquila).
La Corsa affonda le sue origini fin nell’antichità, tra i riti pagani delle popolazioni peligne. Con il feudalesimo e la conquista del Castello di Pacentro da parte del capitano di ventura Giacomo Caldora, la Corsa degli Zingari divenne lo strumento per scegliere gli uomini più valorosi da arruolare nelle file dell’esercito caldoresco.
Alle 18.30 della prima domenica di settembre, dopo il riecheggiare dei fuochi pirotecnici nella stretta vallata del fiume Vella, il suono della campana dalla chiesa della Madonna di Loreto darà il via alla discesa dei concorrenti.
Scalzi e con un fazzoletto rosso tra i denti da stringere per sopportare il dolore, i concorrenti si precipiteranno per il fianco del Colle Ardinghi partendo dalla gigantesca roccia tricolore detta Pietra Spaccata.
Il guado del fiume Vella offrirà un primo sollievo per poi affrontare la risalita verso il paese e raggiungere, tra le grida di incitamento degli spettatori, la chiesetta dove, fino a non troppo tempo fa, venivano medicati i piedi, sanguinanti e straziati da sassi e sterpaglie, con acqua e aceto.
Non è dato sapere, fino all’ultimo momento, il numero esatto dei partecipanti. Le iscrizioni, infatti, avverranno la domenica stessa della gara nei pressi del fiume Vella. Al vincitore il Palio di stoffa e il giro d’onore per le vie del paese, condotto a spalla da amici e parenti.
È un evento suggestivo, evocativo, a tratti cruento, ma carico della storia e delle tradizioni di un intero paese.
Questione di coraggio, roba per chi ha lo stomaco forte, il brivido che percorre la schiena al suonare della campana quando i concorrenti scattano fulminei.
L’emozione della corsa dei bimbi, gli Zingarelli, poco prima per le vie del paese, sempre rigorosamente scalzi. Eleonora Marchini





