PESCARA – Vuole uscire dal carcere e tornare a lavoro Vincenzo Gagliardi, 48 anni, di Chieti, rrestato con l’accusa di aver sparato all’ingegnere informatico Carlo Pavone, entrato in coma e ancora in quello stato dal 30 ottobre 2013.
L’uomo si trova in carcere dal 28 maggio. Da quel giorno è sempre rimasto distaccato e freddo, negando di aver tentato di uccidere Pavone e confermando invece la relazione con
Raffaella D’Este, moglie dell’ingegnere in coma.
Come riporta Il Centro, il suo avvocato Renzo Colantonio ha depositato l’istanza al gip per chiedere una misura più lieve per il suo assistito e che gli permetta di riavere uno stipendio, perché “è in difficili condizioni economiche perché non guadagna più”.
Gagliardi lavora al centro meccanografico di via Volta a Pescara e da quando è stato arrestato Gagliardi non percepisce lo stipendio e, per questo motivo, spera di poter tornare alle Poste.
Pavone ormai da 10 mesi si trova in una clinica marchigiana ridotto a uno stato vegetale.
L’uomo è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco la sera del 30 ottobre mentre era sceso a gettare la spazzatura di fronte la sua casa di via De Gasperi a Montesilvano.




