L’AQUILA – Avevamo concordato di far rappresentare la sua prima commedia teatrale all’Aquila al Sant’Agostino.

Presi gli accordi con Enzo Gentile e la Siae. Il tutto qualche giorno prima del disgraziato terremoto.

Ma il progetto di vedere e applaudire Le Vie del Signore è stato rimandato.

Nel frattempo l’eclettico autore regista Enea Di Ianni ha “partorito” un altro pregevole lavoro che la scorsa serata siamo andati a visionare al Teatro Comunale di Sulmona. Titolo L’Abbadante.

L’autore premette che vuole comunicarci con questa nuova fatica un altro messaggio di attualità e quindi dobbiamo “prenderci cura” dei piccoli ed anziani badando a loro con cura, meglio vigilando su di loro come lo stesso Di Ianni sa fare essendo, tra l’altro, un dirigente scolastico, meglio, diciamo noi, un direttore didattico di vecchia taglia che di vigilanza se ne intende, venendo dalla scuola di Iclea Picco e Luigi Volpicelli, che aveva sposato una certa Maria Signorelli all’Aquila molto apprezzata con il teatro e i suoi burattini.

E così per quasi due ore abbiamo trascorso una serata rilassante soprattutto perché il tema molto scottante e delicato è stato trattato in dialetto con delicatezza e apprezzabile ironia.

Lo stesso Di Ianni, nell’ultimo atto, scende sulla scena e dà a tutti una lezione pratica alla Nanni Moretti.

Da regista ad attore consumato proponendo pillole di saggezza e dando a tutti, anche ai più scettici, lezioni di pedagogia e di concreta sociologia.

Lo scenario è quello di un paese abruzzese anni settanta, la storia è quella di oggi perchè eterna, il collegamento è vivo in mezzo ai rumori, odori, sapori e valori di quasi mezzo secolo fa.

Lo staff, composto da dilettanti per modo di dire, ha saputo offrire spunti di notevole riflessione dimostrando sul palcoscenico che si può trovare all’interno della propria personalità, quel talento nascosto che rappresenta in fondo il valore aggiunto di tutti noi.

Un elogio speciale va rivolto pertanto a Rosaria Di Camillo nella parte di Annina che è stata la vera rivelazione dello spettacolo.

Gli altri hanno confermato le loro già note capacità di rappresentazione con una gestualità particolare.

Alludiamo a Francesca Maiella, Bruno Di Bacco, Ada Di Ianni, Katia Di Iorio, Andrea Di Tommaso, Rossella Mandaradoni, Raffaele Tammaro, Mariella Tirimacco, Pino Colarocco.

Il tutto “benedetto” da Do Ciccio, ovvero Remo Lucantoni che va segnalato alla curia vescovile di Sulmona e a S.E. Mons. Angelo Spina per organizzare corsi di formazione ed aggiornamento tra i giovani della Valle Peligna.

Insomma, bisogna vedere questo spettacolo per essere contagiati dall’amore che il sapiente attore-regista Enea Di Ianni ha saputo trasmettere ad un pubblico numeroso che ha affollato il Comunale di Sulmona.

C’erano tutti. Mancava solo il sindaco che avrà avuto qualche impegno particolare e ha dato forfait. A nostro avviso doveva essere presente per applaudire il suo vice sindaco, carica che Enea Di Ianni riveste in seno alla Giunta comunale di Sulmona, nonché assessore alle Politiche sociali e alla protezione civile.

Se tutti i “politici” facessero più sport e soprattutto si cimentassero con il vero teatro, le cose in Italia, nel 150° anniversario dell’Unità, andrebbero meglio.

Invece assistiamo,malinconicamente alla “recita” di altre “commedie” che certo non fanno bene alla nostra società.

Dimenticavamo: L’Abbadante, potrà essere presentata anche all’Aquila. Nella nostra città abbiamo bisogno oggi più che mai di distrarci dagli affanni del post-sisma.

E Di Ianni, ne siamo certi, accontenterà il pubblico aquilano che vive nel ricordo di un grande maestro, Aldo Quaranta, e di un apprezzabile regista e uomo di teatro dialettale ed amatoriale dell’Aquila, Franco Villani.