L’AQUILA – Ricostruzione bloccata di un complesso di 201 appartamenti del consorzio di alcune cooperative nel quartiere di Pettino.

A segnalarlo è Emidio Di Carlo, residente nella frazione.

“I politici del Comune – scrive si passano il testimone da oltre 40 anni, ignorando l’intervento per consentire lo scioglimento del consorzio di cooperative (201 soci, su 17 cooperative); procrastina il pagamento per una porzione di terreno che, a suo tempo, aveva espropriato per causa di pubblica utilità nella zona di Pettino. Il consorzio ha pagato da anni la quota parte del terreno di competenza e ha disponibile altro denaro (a conguaglio) che dovrà essere versato non appena il Comune avrà messo sul piatto la proprietà parte. Sennonché i veri assessori al Bilancio, di ieri e di oggi, non provvedono. Ecco le conseguenze”.

“I 201 soci – prosegue – vengono chiamati a sborsare continuamente del denaro in cambio del miraggio per la trasformazione del Consorzio a proprietà divisa; indennità dovute: per esborsi nella gestione delle singole Cooperative (17) e del Consorzio, delle singole cooperative; spese per un commercialista, un avvocato, questo e quel tecnico chiamato per la ‘ricostruzione del patrimonio immobiliare’, interessi bancari di vario genere. Il Comune ha rincarato la dose con l’Ufficio della ricostruzione, consentendo a 83 soci l’equo indennizzo, ma senza liberatoria effettiva dei soci dal Consorzio; salvo che nel nuovo atto non sia subentrato nella proprietà. Molte Cooperative sono in ogni caso dissestate e se ne ignora la sorte, con evidenti conseguenze in seno allo stesso Consorzio”.

“Nodi su nodi, dunque, a non finire. Tanto più che in vista c’è anche il piatto succulento economico creato sulle ‘macerie dai professionisti della politica e… di quanti saranno chiamati (5 o 6 anni dopo il sisma) a mettere le mani per la ricostruzione dei nuovi palazzi in Pettino. Ebbene, se proprio vogliamo escludere il ‘sistema L’Aquila’ il ‘sistema Pettino’ è sotto gli occhi di tutti”.