L’AQUILA – È una giovane imprenditrice di 27 anni, mamma di due bambini e con una grande passione per i cani Clementina Terra, uno dei volti nuovi che si affacciano sulla politica abruzzese in vista delle elezioni regionali del prossimo 25 maggio.
Candidata con la lista di Nuovo centro destra-Unione di centro, ‘figlia d’arte’ del consigliere regionale uscente della Vela Luciano Terra e nipote acquisita del presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, scende in campo per la prima volta, unendo gli impegni della politica alla gestione sua azienda che si occupa di servizi per le imprese e conta 70 dipendenti, e alla cura dei suoi due figli: Luigi, di 5 anni, e il nuovo arrivato Raffaele, di appena 2 mesi.
La cura della famiglia non è un ostacolo alla sua carriera politica, spiega, ma anzi costituisce il vero motore della sua sfida: “Sono certa che, con l’aiuto dei miei cari, potrò gestire al meglio quest’avventura”.
Il nuovo volto della politica marsicana ha sperimentato presto cosa significhi la parola “autonomia”, iniziando a lavorare appena maggiorenne nell’azienda di famiglia, partendo dal basso e scalandone i vertici passo dopo passo, fatica dopo fatica, come spiega nell’intervista ad AbruzzoWeb.
“A soli 18 anni già giravo l’Italia per la nostra azienda che offre servizi di archiviazione e digitalizzazione dei documenti. Andavo a ritirare i documenti città per città – ricorda – Da mio padre ho imparato la dedizione al lavoro e l’importanza dell’autonomia. Mi ha sempre detto che, partendo dal basso, avrei potuto capire meglio il funzionamento della nostra attività e così è stato. Oggi, se mi trovo a prendere decisioni, è perché ho vissuto sul campo la mia azienda, a ogni livello. Ognuno di noi è figlio d’arte nel senso più alto della definizione”.
Moglie, madre, imprenditrice e adesso candidata alle Regionali. Quanto sarà difficile gestire la sua vita in caso di elezione?
Ho imparato a essere una persona organizzata e decisa in tutto quello che faccio. Ecco perché, anche se questi tre aspetti della mia vita portano a responsabilità diverse, affettiva, lavorativa e sociale, farò il possibile per non deludere nessuno.
Quali sono le sue passioni?
Prima di tutto, la mia famiglia: sono sposata con Armando Perrella dal 2012 e abbiamo due figli. Poi il mio lavoro, a cui ho deciso di dedicare presto la mia vita. Per il resto, sono una persona dinamica che svolge una vita equilibrata. Amo lo sport, stare in casa alla sera e guardare film. Adoro gli animali! Iinfatti possiedo due cani, con cui condivido lunghe passeggiate in mezzo alla natura.
Ha iniziato a lavorare da giovanissima nella sua azienda.
A 18 anni già giravo l’Italia per la nostra azienda, andavo a ritirare i documenti città per città. Mio padre è una persona troppo spesso buona e, forse, ho capito quanto, a volte, sia necessario affrontare le situazioni con più durezza, senza essere mai cattivi e arroganti. Avere un padre come lui mi ha offerto una prospettiva speciale dalla quale guardare meglio le possibilità e le problematiche della nostra regione.
Si affaccia alla politica per la prima volta, come mai questa scelta?
Sono, ogni giorno, in mezzo alle persone in vari contesti e mi capita spesso di ascoltare e vivere le loro istanze, che non sono poi diverse dalle mie. Per questo, in molte occasioni mi sono trovata a pensare “se potessi, farei”, ma da semplici cittadini è poco quello che possiamo fare e, comunque, non va oltre il nostro piccolo. Quella del Consiglio regionale per me non è una sedia da occupare, ma una grande responsabilità e un’opportunità unica per rendere possibili le proposte intelligenti, quelle che fanno bene al territorio, in considerazione dei suoi punti di forza e delle criticità che lo contraddistinguono.
Volto nuovo e giovane: che cosa possono dare in più i giovani in politica?
La politica deve ripartire dai giovani, ma da quelli con le idee, quelli che non hanno mai smesso di fare qualcosa per la società e che hanno contribuito a migliorarla, senza lasciarsi scoraggiare. Quelli che, mentre inseguivano i loro sogni e le ambizioni, non si sono mai fermati, anche se significava occuparsi di qualcosa che non era nelle loro corde o dove credevano di non poter eccellere, scoprendo, magari, che non era così. Consegnare, oggi, la politica ai giovani capaci, vuol dire aprire le porte a un cambiamento epocale, quello che spazza via un modo di fare che si è incarnato nell’uso comune di intendere la politica. I giovani politici non servono per offrire facce nuove ai cittadini, non siamo in un casting, la realtà pretende innovazione, contenuti e fatti.
Il know-how scorre nelle vene di un bravo politico, qualsiasi sia la sua età. Credo in un concetto di giovane che non sia necessariamente legato a un dato anagrafico, ma che non si presenti sulla scia di qualcosa di vecchio, nel senso di fallimentare. Sono pronta a scendere in campo perché vorrei avere la possibilità di dimostrare determinazione e competenze che ho sempre messo in pratica nella mia vita, dove le responsabilità e gli impegni non mi hanno mai spaventato; poi, se dalla mia ho l’entusiasmo e il coraggio di una giovane, credo che questo sia un valore aggiunto che, se mi guardo intorno, non può che essere un vantaggio.
Lei è figlia d’arte sia in azienda che in politica, quali sono i più grandi insegnamenti di suo padre Luciano a livello umano e nell’impegno pubblico?
Ognuno di noi è un figlio d’arte, nel senso più ampio della definizione. Da mio padre ho imparato la dedizione al lavoro e l’importanza dell’autonomia.
Si candiderà con Ncd-Udc, quest’ultimo partito è stato all’opposizione fino a ieri e nella prossima tornata invece si schiererà con il presidente uscente e ricandidato, Gianni Chiodi: quali secondo lei potrebbero essere le novità nell’ottica di questo cambio di direzione?
La politica a livello nazionale e, ancor più quella locale, ci sorprende sempre. Dall’oggi al domani, persone che non avresti mai creduto di vedere dentro un partito per ideologia e interessi diversi, si ritrovano a condividere una mission. Le larghe intese a volte appaiono a molti un po’ troppo ampie ma sono convinta che nella vita come nella politica, cambiare idea o aprire la mente, possa giovare a uscire dai propri confini mentali. Certo è che, quando si sceglie di fare forza con l’unione, si deve sicuramente avere un obiettivo in comune nell’interesse della gente, come nel caso di Ncd-Udc. A unirli, credo sia stato sostanzialmente il fatto di essere due importanti partiti moderati che guardano al futuro e che vogliono tornare a meritare la fiducia degli elettori. Un cambio di direzione che riscopre i valori dell’equilibrio e della normalità, di cui i cittadini hanno estremo bisogno.
Quali istanze porterà in Regione Abruzzo in caso di elezione?
Qualora abbia l’onore di conquistare la fiducia dei cittadini, dopo il 25 maggio, mi attiverò subito per approfondire tutte le possibilità che, come Regione, abbiamo rispetto al corretto utilizzo del Fondo sociale europeo 2014-2020, che da quest’anno viene rafforzato e offre maggiori possibilità in termini di ripresa occupazionale, lotta alla disoccupazione giovanile e iniziative tese a sostenere gli imprenditori attraverso fondi di avviamento. Al centro del mio programma c’è la famiglia, dove tutto ha origine. Per questo, si renderà necessaria un’analisi dell’istruzione e il sostegno ad attività didattiche e culturali. Immagino una vera e propria task force che miri alla valorizzazione, attraverso specifiche iniziative, di valori storici, etici e civici.
C’è altro?
Puntare sul turismo della nostra zona è fondamentale. Il territorio della provincia dell’Aquila è ricco di bellezze paesaggistiche. Inoltre, è un punto nevralgico di collegamento con le principali città. Le mamme che lavorano, e questo aspetto con due bambini posso dire di conoscerlo bene, avranno bisogno di ambienti idonei ai loro figli, a partire dalle scuole fino ai luoghi di aggregazione, dove si punti sulla qualità delle risorse umane e strutturali. La sicurezza è un altro aspetto su cui vorrei poter dare il mio contributo, attraverso iniziative mirate al potenziamento degli strumenti di informazione, analisi e programmazione sociale, ma anche politiche per il monitoraggio dei flussi migratori e per il welfare territoriale.
Lei è nipote di Antonio Del Corvo, come vive questo legame con il presidente della Provincia?
La definirei una grande responsabilità essere la nipote del presidente della Provincia, candidata alle Regionali: a maggior ragione se si tratta di Antonio Del Corvo.
Ha rubato qualche segreto anche da lui, oltre che da suo padre?
Da lui c’è tanto da imparare e non lo dico perché faccio parte della sua famiglia, si sappia. Basta guardare le opere che, in meno di 4 anni e con meno trasferimenti di risorse rispetto al passato, è riuscito a realizzare sul territorio. La messa in sicurezza delle scuole è un problema che riguarda tutta l’Italia, non solo l’Abruzzo o la nostra provincia. Bene, lui ci ha messo la faccia ed è andato avanti e ora gli studenti delle scuole superiori hanno istituti sicuri. Portano la sua firma anche grandi interventi di viabilità e progetti di ricostruzione pesante importanti per la ripresa del territorio. Da lui ho imparato l’importanza della progettualità che, spesso assente, ci fa perdere tante occasioni. Ruberò, sicuramente, il desiderio di aggiornarmi sempre, per non perdere le possibilità che posso dare ancora alla mia terra e anche un nuovo modo di fare comunicazione politica, scevra da reclami, promesse e presenzialismo, visibile solo quando le cose saranno materialmente tangibili dalla collettività.



