BUSSI – Potrebbe esserci una vera e propria organizzazione dietro il furto di otto cani da caccia, che due settimane fa sono stati portati via dal recinto dove erano custoditi a Bussi (Pescara).
Il valore degli animali, sei per la caccia al cinghiale tra cui un segugio appenninco, un beagle, e un segugio a pelo forte, e due segugi italiani per la caccia alla lepre, si aggira attorno ad alcune decine di migliaia di euro, “circa trentamila” ci spiega Salvatore Pollio, uno dei cacciatori che ha denunciato il fatto ai Carabinieri di Bussi.
“Siamo un gruppo di 25-30 cacciatori, ci definiamo una ‘squadra’ – ci spiega Pollio – Io e un mio amico siamo aquilani, ma ci sono altre persone che vengono da altre zone, come Capestrano ad esempio. I cani che ci seguono, o meglio che ci seguivano, nelle nostre battute erano custoditi in un recinto a Bussi. Due settimane fa sono stati portati via da ignoti, anche se abbiamo il sospetto che si trattasse di un furto ‘mirato'”.
Nella zona, infatti, sono già stati registrati altri furti di cani di pregio, uno utilizzato per la ricerca dei tartufi ed un cane da punta.
“Chi li ha presi sapeva quali scegliere – ci spiega il cacciatore aquilano – Sono stati presi i migliori, mentre gli altri sono stati lasciati al loro posto. Così come accaduto anche in altri casi e da quanto ho saputo da altri amici cacciatori anche nella Marsica sono avvenuti dei furti”.
Sull’ondata di furti stanno indagando i Carabinieri e qualche primo risultato è già stato ottenuto.
Nei giorni scorsi i militari hanno recuperato un paio di cuccioli di segugi maremmani, che preventivamente sono stati posti sotto sequestro dall’Autorità giudiziaria e sono attualmente custoditi presso il canile di Collemaggio all’Aquila.





