L’AQUILA – In relazione alla sentenza del Tar Abruzzo di annullamento della deliberazione del consiglio regionale 19/2005 del 6 ottobre 2009, di nomina del difensore civico nella persona dell’avvocato Giuliano Grossi, a seguito dell’impugnazione dell’atto da parte del difensore civico uscente, l’avvocato Nicola Sisti, l’onorevole Daniele Toto ha dichiarato.
“La sentenza del Tar che annulla la deliberazione con la quale il consiglio regionale nominò il difensore civico nella persona dell’avvocato Giuliano Grossi è riprova di quanto la maggioranza che sostiene il governo regionale sia ostaggio della ‘demeritocrazia’ imposta dalle circostanze, dalle convenienze e dagli interessi del momento, senza tener conto di nessuna contraria e oggettiva indicazione”.
“Evocare l’attenzione che volli richiamare, sul punto, anche in sede di sindacato ispettivo, con un’interrogazione parlamentare, è inopportuno e superfluo ma, almeno, è utile misura della miopia altrui”.
“Resta, inoltre, pacifico che, contrariamente a quello che piace predicare agli esponenti dell’attuale maggioranza, non è il merito che si fa spazio in molti dei suoi atti ma lo spettacolo di un’incurante prepotenza che affianca alla macelleria sanitaria quella istituzionale, come attesta questa sentenza del Tar Abruzzo”.
“La censura sull’interpretazione di comodo delle norme che lo stesso consiglio regionale s’è dato per la procedura rilevante nel caso di specie dimostra, appunto, la disinvoltura con la quale essa è capace di travolgere, a fini di interessi partigiani, pure le regole date per il funzionamento delle istituzioni”.
“Eccoli i ‘poteri forti’, stavolta sorpresi, con le mani nella melassa, e puniti, alla buon’ora”.





