L’AQUILA – Ammonta a oltre quaranta milioni di euro la richiesta di risarcimento avanzata dalle parti civili nell’ambito del processo per il crollo del palazzo in via Generale Rossi, in cui a causa del terremoto del 6 aprile 2009 persero la vita diciassette persone e per il quale il Gip ha disposto il rinvio a giudizio per omicidio colposo plurimo tre persone, lesioni e disastro colposo.

Si tratta del titolare della ditta che dodici anni fa realizzò i lavori di ristrutturazione del plesso crollato, Angelo Esposito, e degli ingegneri aquilani Diego De Angelis, che du direttore dei lavori e amministratore del condominio, e Davide De Angelis, collaudatore.

Stando a quanto sostenuto dai Pm, che basano la loro accusa sulla scorta di una perizia realizzata da quattro docenti, i lavori di ristrutturazione avrebbero compromesso la stabilità dell’edificio, appesantendo il tetto, senza contare le mancate misurazioni di adeguamento statico ed i relativi collaudi. Una serie di negligenze che secondo le accuse sarebbero alla base della tragedia.