L’AQUILA. Terminerà il prossimo 25 marzo la messa in sicurezza della chiesa di Sant’Eusanio forconese. L’intervento costato 260mila euro è stato realizzato dalla struttura del vice commissario delegato della Protezione civile per la tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti.
I lavori, iniziati lo scorso anno, sono propedeutici al restauro vero e proprio della chiesa che comincerà probabilmente per fine anno e sarà finanziato con i fondi dell’otto per mille alla Chiesa cattolica, come concordato dall’Arcidiocesi dell’Aquila, per un importo complessivo di circa 2milioni 456mila euro.
I danni subiti da una delle basiliche di maggior valore storico del territorio colpito dal terremoto sono molto gravi: dal crollo delle absidi, a quello del rosone. La facciata della chiesa, infatti, ha subito notevoli lesioni, come anche le murature interne e le volte.
“Fortunatamente la maggior parte delle opere conservate all’interno della basilica sono state recuperate – spiega il sindaco di Sant’Eusanio, Giovanni Berardinangelo – sarà difficile salvare, però, l’organo storico che era nella chiesa ed è stato colpito violentemente dalla caduta del rosone durante il terremoto. Abbiamo conservato tutti i frammenti dell’organo e cercheremo di rimetterli insieme per ricostruirlo”.
La messa in sicurezza, durata più di un anno, è cominciata con lo sgombero della chiesa dalle macerie. Tutte le pietre recuperate sono state catalogate all’esterno della basilica. E’ stata realizzata, inoltre, una copertura provvisoria per evitare le infiltrazioni d’acqua. In un secondo momento si è passato al consolidamento delle mura interne.
“Ci siamo concentrati in particolar modo sulla parte absidale e sulla facciata – spiega Corrado Marsili, responsabile del procedimento e direttore dei lavori all’interno della chiesa – Tutto è stato puntellato col sistema giunti-tubo e sono stati montati dei pannelli per sostituire le pareti sfondate”.
La facciata, invece, è stata puntellata dall’interno e in questi giorni gli esperti passeranno alla messa in sicurezza delle volte.
“Tutti i lavori sono stati realizzati in previsione del prossimo restauro – continua Marsili – il ponteggio montato potrà essere utilizzato anche in futuro. La condizione della chiesa è compromessa seriamente e dopo quelle di messa in sicurezza, le opere dovranno proseguire almeno per un altro anno e mezzo”.
In questo periodo di tempo la chiesa resterà comunque chiusa al culto e ai fedeli. “Riaprire i battenti adesso, mentre ancora bisogna terminare i lavori di restauro – continua il responsabile del procedimento – potrebbe causare dei ritardi nelle opere”. (m.c.)



