VASTO – Senza stipendio da 16 mesi, i dipendenti del Cotir di Vasto, centro ricerche della Regione per la sperimentazione di tecniche irrigue, protestano e salgono sul tetto della sede, in contrada Zimarino.
Sono una decina e minacciano di buttarsi giù.
“Ci avete tolto tutto, volete anche la nostra vita? Siamo disposti a tutto, crediamo nella ricerca”, recitano i loro cartelli.
Presenti anche sindacalisti. Il vice questore Cesare Ciammaichella, arrivato con agenti di Polizia, parlerà con i manifestanti.
SUL TETTO ANCHE IL SINDACO DI VASTO
È salito sul tetto del Cotir anche il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, per essere vicino ai trenta lavoratori che da questa mattina protestano per rivendicare il pagamento delle sedici mensilità non riscosse, e per far sentire la vicinanza di tutta la città. “Sono qui per esprimere la solidarietà di Vasto – ha detto il primo cittadino – a questi lavoratori che da mesi non percepiscono lo stipendio. Sono preoccupato per le sorti del Cotir ed è la dimostrazione di come il Consiglio regionale d’Abruzzo manchi di una efficace politica di valorizzazione dei centri di ricerche”.
Il sindaco di Vasto ha ricordato che dopo il Consiglio comunale, voluto per discutere con i lavoratori della difficile situazione del Cotir, sono stati trasmessi gli atti alla Regione. “Chiamerò personalmente il presidente Chiodi – ha aggiunto Lapenna – per chiedere il suo immediato intervento finalizzato a dare risposte chiare e inequivocabili sulle sorti di questo centro ricerche”.
”SOLO FONDI PARZIALI”: PROTESTA CONTINUA
La protesta dei lavoratori del Cotir di Vasto saliti sul tetto per ricordare che sono senza stipendio da 16 mesi sembra aver sortito un primo risultato che non ferma però la contestazione. L’assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo, ha firmato infatti il decreto che sblocca il finanziamento parziale del programmi di ricerca relativi all’anno 2013. Ma, fanno sapere i manifestanti, non si tratterebbero di 660mila euro, bensì di 600mila che andranno così ripartiti: 330mila euro al Cotir di Vasto, 252mila al Crab di Avezzano e i restanti 18mila al Crivea di Miglianico.
“Dopo aver pagato le bollette delle utenze energetiche per impedire che ci stacchino la corrente elettrica e la previdenza sociale – dicono alcuni dei trenta lavoratori del Cotir ancora sul tetto della struttura di contrada Zimarino – resterà liquidità per due al massimo tre mensilità. Saremo ancora senza stipendio per più di un anno con tutte le esposizioni che ognuno di noi ha contratto per continuare a venire qui a lavorare”.
Per questo la protesta continuerà con altri presidi sul tetto anche nei prossimi giorni. Intanto domani mattina una delegazione si recherà all’Aquila per parteciperà all’ultimo Consiglio regionale della legislatura Chiodi per far sentire la protesta che sarà pacifica “ma non possiamo dimenticare di ricordare ai politici regionali che se ci staccano la corrente verrà pregiudicata, solo per fare un esempio, la risonanza magnetica nucleare costata circa un milione di euro. La ricerca non può essere vista in questa regione come una spesa, si tratta di un investimento di cui non si può fare a meno tanto che seguiamo diversi enti locali oltre ad aziende private nel settore agricolo per quanto previsto dal Piano di sviluppo rurale. Un danno incalcolabile per la nostra economia”, concludono i manifestanti.






