L’AQUILA – “La recente ricolonizzazione da parte del lupo di aree da tempo non più interessate dalla sua presenza sta determinando un aumento delle problematiche legate all’inevitabile impatto sull’allevamento zootecnico brado da parte di questo predatore”.

È questo il monito della Coldiretti L’Aquila che, se da un lato plaude alla tutela della biodiversità, dall’altro sollecita una riflessione sulla necessità di un’adeguata conciliazione della tutela ambientale con l’esercizio delle attività agricole.

“La presenza del lupo è sintomatica di un ambiente sano e la sua presenza deve essere vissuta come ricchezza e dimostrazione del buon lavoro dell’agricoltura – ha spiegato Raffaello Betti, direttore della Coldiretti L’Aquila -, ma resta ancora molto da fare per arrivare ad una vera mitigazione dei conflitti e trovare il giusto equilibrio che da un lato tuteli la specie e dall’altro permetta alle aziende agricole di svolgere adeguatamente l’attività imprenditoriale. E’ infatti vero che esistono norme finalizzate all’indennizzo degli allevatori per eventuali danni al bestiame attribuiti al lupo o ad altri predatori, tuttavia il quadro legislativo è estremamente disomogeneo e presta scarsa attenzione alle modalità di accertamento, alla standardizzazione dei metodi e alla tipologia degli allevatori oggetto del danno”.

“Non bisogna trascurare poi – spiega la Coldiretti – che i piccoli allevamenti hanno spesso difficoltà ad applicare le misure di prevenzione per ragioni economiche e in presenza di danni occorre accertare se la responsabilità sia imputabile al lupo o alla presenza di cani inselvatichiti che in alcune aree rurali sono diventati sempre più numerosi. Gli allevatori capita che perdano qualche capo di bestiame, ma se si rivolgono alle autorità competenti spesso non ottengono alcun risarcimento proprio perché il danno può essere imputato anche alla presenza di questi ultimi”.

“Là dove, anche con il supporto degli enti locali, sono state installate recinzioni elettrificate, posti cani da guardia e realizzati ricoveri temporanei per il bestiame al pascolo e le greggi, si è effettivamente riscontrato un contenimento dei danni, ma il problema permane per i bovini che rimangono al pascolo anche durante la notte. Inoltre, anche quando gli animali sono protetti nelle ore notturne, gli allevatori possono comunque avere delle perdite, dovute agli attacchi del lupo che avvengono di giorno quando gli animali sono al pascolo”.

Secondo Coldiretti L’Aquila “occorrerebbe rivedere il sistema di accertamento e risarcimento affinché siano coperti sia i danni da lupo sia quelli causati da cani inselvatichiti, ma anche l’adozione di misure di prevenzione incentivando le imprese agricole con un adeguato regime di sostegno; potrebbero inoltre essere costituite delle ronde con volontari che collaborino nella sorveglianza con pastori e allevatori”.