CASTEL DI SANGRO – L’hanno interrogato tutta la notte, ma alla fine l’hanno rilasciato perché le sue impronte non corrispondevano con quelle dell’assassino: si tratta di Luciano Calvano, cinquantenne di Castel di Sangro, l’unico indagato dell’omicidio di Neldes Vera Marzano, l’anziana di 83 anni trovata morta dal fratello e dal nipote domenica mattina nella sua casa di Castel di Sangro (L’Aquila).
Nel corso del lungo interrogatorio al quale è stato sottoposto l’uomo ha negato ogni coinvolgimento nel delitto, spiegando che la sua improvvisa assenza dal paese, era legata a una lite con la moglie.
Calvano si era allontanato da casa giovedì sera. Alcune testimoni avrebbero raccontato ai carabinieri di averlo visto aggirarsi nelle vicinanze della casa dell’anziana nei giorni antecedenti la scoperta del delitto. L’uomo consegna le bombole del gas a domicilio e, all’occorrenza, si recava anche a casa dell’anziana di cui conosceva le abitudini e la consistenza patrimoniale.
Da qui le indagini da parte dei carabinieri nei confronti di Calvano, individuato e prelevato ieri sera dall’albergo di Isernia dove si era rifugiato. Intanto si è conclusa a notte fonda l’autopsia sul corpo dell’anziana.
L’esame ha confermato che la donna è morta in seguito allo sfondamento del cranio. Secondo una prima ricostruzione l’assassino da terra, prendendola per la gola, le avrebbe fatto sbattere più volte la testa contro il pavimento fracassandole la parte posteriore della scatola cranica.




