PESCARA – “Non è accettabile la proposta di legge che prevede di svendere immobili pubblici per coprire deficit strutturale di una Ater evidentemente gestita in maniera scandalosa”.Lo scrive in una nota Maurizio Acerbo (Prc), consigliere regionale uscente. 
 
“La norma in vigore prevede che l’80% del ricavato di vendite del patrimonio delle Ater debba essere destinato alla manutenzione e alla realizzazione di edilizia sociale. La leggina prevede che invece si possa usare fino all’80% per coprire una spesa gestionale spropositata derivante dalla mancanza di vigilanza da parte della Regione e responsabilità che vanno accertate a tutti i livelli.Dovremmo dismettere patrimonio pubblico per coprire un buco derivante da super-stipendi e cattiva gestione? Dal 2004, nell’alternarsi di giunte di centrodestra e centrosinistra, la spesa annua per il personale é passata da 900.000 a più di 2.500.000”.

“Al direttore e’ stata corrisposta una retribuzione di 324.000 euro annui, due dirigenti 180.000 e uno 128.000 (i dati sono stati forniti oggi in commissione). Vorrei ricordare che il commissario nominato dalla Giunta Regionale Marcello Lancia è stato pure arrestato nell’inchiesta su tangenti che ha coinvolto oltre all’Ater di Chieti anche l’Aca spa di Pescara”.

“Se passasse la leggina con la scusa di salvaguardare le retribuzioni dei dipendenti praticamente avvalleremmo il principio che si può svendere patrimonio pubblico per ripianare sprechi e sperperi il Ci opporremo fermamente a questa legge-vergogna”.