AVEZZANO – La Coldiretti, a nome di tanti agricoltori marsicani esasperati, ha chiesto formalmente l’intervento del prefetto Francesco Alecci per risolvere l’annoso problema dei canali irrigui della piana del Fucino inquinati dai depuratori che non funzionano o che non sono sufficienti di numero.

“Viviamo una situazione preoccupante – spiega il direttore di Coldiretti L’Aquila Massimiliano Volpone – per colpa dall’indifferenza delle istituzioni territoriali, dalla incapacità politica di dare risposte vere al territorio, dall’insensibilità verso il settore agricolo quale motore dell’economia locale. È necessario che le amministrazioni locali comprendano l’importanza della situazione e si decidano a fare i fatti. Ecco perché riteniamo che l’intervento del prefetto possa andare oltre i richiami formali alla responsabilità degli enti coinvolti ed attivare con ogni sollecitudine i poteri sostitutivi che la legge offre per questa emergenza”.

Il prefetto dell’Aquila aveva già incontrato Regione, Cam, Provincia, Consorzio di bonifica e Opere pubbliche, e aveva invitato il gestore dei canali e l’ente d’Ambito marsicano a metter in atto, in tempi rapidi, i procedimenti per la depurazione dei reflui. Ma ad oggi nulla è accaduto e il Comune di Avezzano, dallo scorso mese di settembre ha emesso, ed è tutt’oggi in vigore, un’ordinanza di divieto di irrigazione con le acque di superficie fluenti nei canali consortili.

A rischio resta dunque il lavoro di una moltitudine di operatori agricoli e il comparto agricolo più importante del territorio con il 25% del Pil regionale, 2 mila imprese agricole presenti e un totale di 9800 lavoratori.

Il problema sono come noto i depuratori che non funzionano: le utenze allacciate agli impianti sono quasi 200 mila, troppi per una capacità depurante che non può superare 126 mila utenze.

Ci sono poi comuni come Lecce nei Marsi, Gioia dei Marsi, Ortucchio, San Benedetto dei Marsi e Sante Marie non dotati di un impianto di depurazione. Parte dei liquami on trattati vanno così a finire nei canali con cui si irrigano i fertili terreni agricoli della piana del Fucino, e gli esiti delle analisi microbiologiche effettuate dall’Arta, rilevano una sempre più marcata presenza di colibatteri fecali, escherichia coli e di salmonella spesso oltre i limiti fissati nelle norme di legge.

“Le inadempienze  – prosegue il direttore di Coldiretti – si sono aggravate mese dopo mese e ora rischiano di distruggere in un attimo il frutto del lavoro di una moltitudine di operatori agricoli con conseguenze gravi da diversi punti di vista: economico, sociale, occupazione e di ordine pubblico. Abbiamo da una parte la necessità di tutelare il consumatore finale, dall’altra il dovere di non compromettere l’economia di un territorio”.

Il direttore annuncia poi che verranno attivate iniziative di tutela degli interessi degli associati in caso la situazione non si risolva in tempi brevi: “Abbiamo sollecitato il Consorzio di Bonifica Ovest per mettere in atto i provvedimenti necessari ad assicurare un regolare servizio irriguo e chiedere il divieto di scarico delle acque non idonee nei canali consortili per non inquinare la risorsa idrica che il Consorzio, a spese dei consorziati, distribuisce sull’alveo del Fucino”. Filippo Tronca