L’AQUILA – “Non ho alcun timore di un’indagine della Corte dei Conti”. Lo ha dichiarato il direttore amministrativo dell’Università dell’Aquila, Filippo Del Vecchio, in relazione alla questione dell’affitto del capannone ex Optimes dove sono localizzate le facoltà di Ingegneria e Scienze Motorie.
Ieri alcuni docenti, tra cui il “picconatore” Sergio Tiberti, avevano sollevato delle presunte irregolarità sulle modalità di stipula del contratto di locazione.
“Dopo il terremoto – ha proseguito – c’era l’esigenza di far ripartire tutte le facoltà dell’Ateneo e una commissione ad hoc si preoccupó di individuare le soluzioni più idonee. Fu scelta una ex fabbrica di cd: l’Università paga 1,2 milioni per il canone di affitto più 700 mila per i lavori fatti per adattare le strutture”.
L’Agenzia del territorio ha effettuato una stima sulla somma pagata dall’ateneo, affermando che questa dovrebbe pagare di meno rispetto a quanto versa attualmente.
“Ho chiesto una seconda verifica dei parametri all’Agenzia – ha spiegato Del Vecchio – per tutelare l’Università. La stima al ribasso potrebbe non essere accettata dalla proprietà dello stabile e si rischia di dover trovare un altro plesso. Nella peggiore delle ipotesi, ma non voglio pensarci, si rischia di perdere anche le facoltà”.
Nel corso di una conferenza stampa, cui ha preso parte anche il prorettore Roberto Volpe che ha parlato dei numeri relativi alle iscrizioni, il direttore amministrativo ha difeso le scelte operate nel post terremoto per ripristinare in tempi rapidi l’operatività delle facoltà universitarie “come ha dichiarato in maniera forte ed inequivocabile – ha sottolineato Del Vecchio – anche il senato accademico con un’apposita mozione”.
“Il contratto era stato redatto senza il parere dell’Agenzia del territorio che nell’estate 2009 era oberata di lavoro e pratiche per le attività d’emergenza portate avanti dalla Protezione civile. La stima è stata richiesta il 27 luglio 2009 ed è arrivata il 12 gennaio 2010”.
Il direttore amministrativo dell’ateneo spiega anche perché sia stata richiesto un approfondimento sulla stima sul contratto di locazione effettuata dall’Agenzia: “Ho ritenuto di dover chiedere un approfondimento in quanto nella relazione che è stata consegnata sia la palazzina direzionale, che ha un certo valore ed è più alto in quanto sono presenti reti cablate e altri accorgimenti, sia le aule sono state considerate come uffici”
“Alla luce della nuova perizia, che potrà confermare o meno le cifre fornite in prima battuta dall’agenzia, decideremo se rinegoziare o meno il contratto o, addirittura disdirlo”
I NUMERI DEGLI ISCRITTI
Il prorettore Roberto Volpe ha tracciato un bilancio sui numeri e le iscrizioni negli ultimi tre anni, affermando come “sia stato fatto un vero miracolo che ha consentito la sopravvivenza dell’ateneo”.
Al 24 gennaio 2008 gli iscritti erano 22.032, l’anno successivo alla stessa data erano 21.527 e quest’anno invece a tutt’oggi risultano iscritti 20.580 studenti.
Una leggera flessione, ma non la catastrofe preconizzata da qualcuno all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009: “quando il 90% delle sedi universitarie era inagibile. Con uno sforzo grandissimo, anche dal punto di vista economico, l’Università dell’Aquila è riuscita a rimettersi in piedi e a riprendere in corsi nell’ottobre del 2009”.
CASALE CALORE E CENTRO ENI
Un’altra delle obiezioni sollevate dalla ‘fronda’ dei professori che contestano l’attuale amministrazione dell’Università è quella relativa ai terreni situati in località Casale calore a Coppito (L’Aquila) sui quali dovrebbero sorgere i laboratori donati dall’Eni e sui quali è aperto un contenzioso con i proprietari di un agriturismo.
“Premesso che le somme stanziate dall’Eni – spiega Del Vecchio – dovranno essere spese entro il 2012 altrimenti verranno persi sia dall’azienda che offre le strutture sia dall’Ateneo chiederemo al cda di avviare un percorso per trovare un accordo con i proprietari dei terreni dove sorge l’agriturismo”. (g.a.)
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