L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila si costituirà parte civile in tutti processi penali della maxi inchiesta sui crolli del 6 aprile 2009 nella persona del sindaco, Massimo Cialente.
Lo ha stabilito oggi la Giunta comunale, approvando una proposta deliberativa dell’assessore al Contenzioso Pierluigi Pezzopane.
La decisione soddisfa una delle richieste che aveva fatto lo scorso 27 dicembre l’associazione 309 martiri onlus, che raccoglie numerosi familiari delle vittime del sisma: quella di costituirsi “se realmente estranei a qualsiasi responsabilità politica e morale”, cosa che i rappresentanti istituzionali avevano affermato giustificando il loro no alla richiesta di dimissioni in blocco, arrivata sempre dalla stessa associazione.
“In coincidenza del devastante sisma del 6 aprile 2009 – si legge nella delibera – tra i numerosi crolli che si sono verificati, ve ne sono stati diversi che appaiono correlati a gravi carenze costruttive e progettuali e che hanno causato la morte di numerose persone, come nel caso degli edifici di via Gabriele d’Annunzio, via Campo di Fossa, via don Luigi Sturzo, via generale Francesco Rossi, via XX Settembre, nonché per la Casa dello Studente, il Convitto Nazionale e l’Ospedale Regionale”.
“Risulta inoltre avviato il giudizio – prosegue il documento – a carico dei componenti della commissione Grandi Rischi, ai quali si addebita di non aver svolto i loro compiti di informazione, consulenza e prevenzione, mettendo in tal modo in pericolo la vita di un numero rilevantissimo di persone”.
“Il Comune dell’Aquila, in ordine alle condotte delittuose per le quali si procede – rileva la Giunta nel testo – si trova nel numero delle persone offese, atteso che è compito dell’amministrazione locale quello di proteggere la collettività nei confronti di condotte illecite e antisociali che pongano in pericolo, come è avvenuto nella fattispecie, la vita e l’incolumità dei singoli”.
“L’amministrazione – conclude la delibera – si costituisce pertanto parte civile in tutti i giudizi relativi ai crolli, atteso l’enorme allarme sociale e la gravità delle conseguenze derivate dalla condotta ascritta a diversi imputati i quali, nella maggior parte dei casi, non hanno dato corso a quelle misure precauzionali che avrebbero, se attuate, impedito la morte di tante persone e la messa in pericolo di un numero indeterminato, ma elevatissimo, di soggetti, come pure nel giudizio a carico della commissione Grandi Rischi, cui si addebita di aver posto a repentaglio la vita dei cittadini”.
La relazione annessa alla delibera sottolinea inoltre il fine “eminentemente etico di dimostrare in sede processuale la prossimità che la comunità aquilana ha già altre volte dimostrato alle vittime dei crolli e ai loro familiari”.
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