PESCARA – È libero l’italo-venezuelano consigliere comunale di Maneiro Giuseppe Di Fabio, arrestato lo scorso 3 febbraio nell’Isola di Margarita con l’accusa di associazione a delinquere, istigazione alla violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Lo ha fatto sapere la sua famiglia al consigliere regionale abruzzese Riccardo Chiavaroli che sul caso aveva rivolto un appello, quattro giorni fa all’allora ministro degli Esteri Emma Bonino, poiché dell’uomo, originario di Corvara (Pescara), non si avevano più notizie.

La notizia è arrivata mentre Chiavaroli partecipava, nel centro di Pescara, alla manifestazione pacifica “S.O.S. Venezuela”, organizzata in diverse città italiane per sostenere e appoggiare il popolo venezuelano “che in questi giorni si trova ad affrontare una delle peggiori crisi degli ultimi anni”.

Oltre 400 le persone in piazza della Rinascita. Sono circa 5 mila le famiglie che in Abruzzo hanno legami con il Venezuela, per avervi trascorso parte della loro vita o perché hanno parenti ancora lì residenti.

Con striscioni e un documento distribuito ai passanti i manifestanti hanno chiesto “la liberazione di tutti gli studenti arrestati e torturati” e di “tutti i prigionieri politici”, nonché “libertà di stampa e di pensiero senza restrizioni” poiché “i canali nazionali non hanno trasmesso niente di quanto stava succedendo”.

LA PROTESTA IN PIAZZA A PESCARA

“Protestare non è un delitto!”.

Con questo motto, sono scesi in piazza Salotto oggi i venezuelani che vivono e lavorano a Pescara, per lanciare un appello alla comunità internazionale sulla violenta crisi che sta sconvolgendo il paese sudamericano, con una manifestazione  dal titolo  ‘Sos Venezuela‘.

Da giorni e giorni il Venezuela è in rivolta contro il governo del presidente Nicolas Maduro, subentrato al posto del deceduto Hugo Chavez; in particolar modo le proteste si sono incrementate in seguito all’arresto del 43enne Leopoldo Lopez, capofila dell’opposizione, il quale ha mantenuto la promessa fatta ai cittadini ed è sceso in piazza a protestare con loro, contro le ingiustizie che stanno mettendo in ginocchio il paese, e dopo essere stato accusato negli scorsi giorni di aver provocato disordini.

Lopez discendente del ‘Libertador’, Simòn Bolìvar, si è consegnato alle forze dell’ordine, ed è giudicato dai suoi stessi sostenitori come  difensore della libertà del popolo.

La manifestazione, organizzata a livello mondiale, secondo i dimostranti, è assolutamente pacifica ed “ha lo scopo di sostenere ed appoggiare la gente venezuelana che combatte ogni giorno, in modo ostinato per tentare di cambiare un governo che non guarda alle esigenze del suo popolo. Mancano cibo e tanti beni di prima necessità, le famiglie hanno paura di quel governo che ‘sguinzaglia’ poliziotti pagati per placare, anche in forma molto violenta, qualsiasi forma di opposizione”.

Un paese come il Venezuela,  ricco di risorse naturali, si trova ad essere il più povero dell’America Latina, e la sua economia si sta pian piano sgretolando: l’80 per cento dei prodotti di consumo interno viene importato, l’inflazione è salita al 56 per cento e tutto ciò ha reso le persone indifese di fronte ad una situazione che vede professori, casalinghe, pensionati, giovani e adulti tutti uguali di fronte alla disperazione che li ha portati a scendere in piazza.

In questo contesto l’Abruzzo ha un motivo in più per manifestare  contro le ferite inferte al popolo venezuelano: l’arresto del giovane italo – venezuelano Giuseppe Di Fabio, originario di Corvara in provincia di Pescara, figlio di emigrati accusato di associazione a delinquere, resistenza a pubblico ufficiale ed istigazione alla violenza. Il giovane 23enne al momento dell’arresto era in protesta contro la politica di Maduro, come sostenitore del movimento d’opposizione Voluntad popular.

I promotori dell’iniziativa, si rivolgono anche agli abruzzesi: “È importante essere in piazza con le bandiere del Venezuela rivolte al cielo – fanno sapere gli organizzatori pescaresi – in modo da gridare un ‘s.o.s. umano’. Dobbiamo sensibilizzare il popolo, cosicché anche la stampa locale possa avere delle informazioni per far sapere cos’è costretto a subire oggi il Venezuela. Non bisogna dimenticare che siamo già a quota sei morti, tra le vittime c’è anche la giovanissima e bellissima Miss Turismo dello Stato di Carabobo Genesis Carmona, di soli 23 anni, uccisa da un proiettile alla testa mentre manifestava con i suoi compagni di studio nella città di Valencia”.