GUARDIAGRELE – “L’ordinanza di accoglimento da parte del Tar ha coronato un lungo lavoro compiuto dall’amministrazione che ho l’onore di presiedere. Lasciatemi esprimere tutta la soddisfazione personale e di tutta la maggioranza consiliare”.
È quanto ha detto questa mattina nel corso di una confernenza stampa il sindaco di Guardiagrele (Chieti), Sandro Salvi, commentando la sentenza del Tar sull’ospedale di Guardiagrele.
“Abbiamo sempre avuto come prima preoccupazione quella di garantire la salute dei nostri concittadini e di farci portatori delle richieste sanitarie espresse da tutto il circondario di Guardiagrele – ha aggiunto il sindaco, accompagnato dagli assessori Donatello Di Prinzio e Floriano Iezzi – Il ricorso presentato dalla nostra amministrazione si fonda su motivazioni squisitamente giuridiche e su osservazioni di natura sanitaria e medica che alla luce di questa ordinanza si sono rilevate esatte. E questo ha fatto la differenza dagli altri ricorsi respinti dal Tar che eccepivano il tutto senza concedere alternative”.
Salvi ha poi illustrato i punti fermi del ricorso curato dall’avvocato Russo: contestazione della nomina a commissario di Chiodi, dell’appropriatezza del Piano Operativo, modalità di attuazione e garanzia di sanità. Nel dibattivo è stato posto in rilievo come attualmente i grandi ospedali siano sovraccarichi di pazienti costretti a stazionare lungo le corsie in barella e come l’ospedale di Guardiagrele stia svolgendo il ruolo di ospedale di appoggio per i casi a indice di bassa complessita’ tanto è vero è pieno di pazienti ricoverati che arrivano dall’entroterra ma anche da Chieti, Lanciano, Ortona che non hanno più posti. Il sindaco ha sottolineato che questo è il primo passo lungo il percorso che il Comune ha intrapreso nel confrontarsi con la Regione e con la Asl proponendo un modello sanitario innovativo capace di migliorare il Piano Operativo.
“Sotto l’aspetto del diritto abbiamo contestato la legittimità della nomina del Commissario e del subcommissario ritenendo illegittima anche la firma duale con la quale venivano emanati gli atti deliberativi. Si e’ inoltre contestata la legittimità del modo di operare che ha esautorato i comuni e il consiglio regionale della loro prerogativa di indirizzo, programmazione e controllo riconducendo solo a fantomatici tavoli tecnici il confronto e la convalida della programmazione. Sul piano pratico abbiamo contestato la irrilevanza economica della manovra di chiusura dei piccoli ospedali, l’impossibilita’ dei grandi ospedali a far fronte ai ricoveri dopo la chiusura degli ospedali di Casoli e Gissi”.





