L’AQUILA – La notte non è riuscita ad alleviare neanche un po’ il dolore.

Quanti conoscevano Rocco Pollice non ce la fanno a darsi pace per una morte che rimane inspiegabile. Non ci sarà mai una causa, una causa sola non ci può essere alla disperazione. Ce ne sono tante, c’è il groviglio di conflitti che a un certo punto paralizza.

Il suicidio del noto medico psichiatra ha sconvolto la città. I funerali si terranno oggi alle 11.30, all’Aquila, nella chiesa di San Bernardino (presso piazza d’Armi).

Ha scelto di andarsene in un attimo, il tempo di un colpo di pistola, lasciando per sempre i suoi familiari, sua moglie e il suo bimbo di due anni.

Il sostituto procuratore della Repubblica Stefano Gallo non ha avuto dubbi sul suicidio del professionista, ma ha comunque disposto l’autopsia per far luce sulle modalità e l’orario del decesso. Pollice non era rientrato a casa, la notte scorsa, e i familiari lo stavano cercando. A trovarlo, nella sua abitazione inagibile di via Agnifili, è stato un familiare.

Prima di uccidersi, sul muro ha lasciato un ultimo messaggio, scritto con un pennarello, per chiedere scusa alla sua famiglia.

C’è anche una beffa del destino in questa tragica vicenda. Proprio poche ore prima della sua morte, è infatti arrivata la notizia della sua promozione a professore associato: Pollice era un ricercatore, sebbene dirigesse il centro Smile, il Servizio di Monitoraggio e Intervento precoce per la lotta agli Esordi della sofferenza mentale e psicologia nei giovani.

Ma il destino, il caso o chi per lui, non ha voluto che sapesse mai di aver vinto quel concorso. (e.m.)

L’AUTOPSIA CONFERMA SUICIDIO

L’autopsia sul corpo di Pollice, effettuata oggi dal medico incaricato Giuseppe Calvisi, ha confermato la dinamica del suicidio.

Lo psichiatra si è tolto la vita con un colpo di pistola, verosimilmente nella notte precedente il ritrovamento del cadavere.

IL COLLEGA E AMICO VITTORIO SCONCI, ”ROCCO, IL CORAGGIO DI IMMERGERSI NELL’INDEFINITO”

Questo il ricordo di Vittorio Sconci, psichiatra, collega e amico di Pollice.

“Perché? Come mai? Stava male ? Che gli è successo? Perché? Perchè? Perché? Una serie di interrogativi inutili. Una vita si è spenta perché le vite non sono tutte uguali. L’inizio e la fine dell’esistenza  li definisce il suo proganista. Gli altri non sono altro che comprimari ai quali spetta il dubbio su cui si basa il nostro modo di essere nel mondo. Interrogativi inutili. Domande concrete su qualcosa che prescinde dalla concretezza e si identifica nell’essere. Dentro. E l’essere non è soltanto la vita. È tutto ciò che determina una esistenza  che non finisce là dove iniziano le nostre certezze. Si tratta di un modo diverso di definire gesti che nel nostro mondo non hanno senso. È qualcosa di molto più grande di noi. Una proposta di cui ci è difficile avvertire la sensatezza. Un modo di interrogarci su qualcosa di terribilmemte diverso dalle nostre abitudini. L’indefinito. L’essere oggi. Il futuro. Temi nei quali qualcuno, forse Rocco, ha avuto il coraggio di immergersi”.

IL CORDOGLIO DELLA ASL E DELL’UNIVERSITA’

La Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, “a nome dei  dipendenti, di chi ha collaborato con lui e di quanto lo conobbero e lo apprezzarono come professionista e come uomo, esprime il profondo cordoglio per la morte del dottor Rocco Pollice, stimato psichiatra e professore all’Università dell’Aquila. Tutta l’azienda si stringe attorno al figlio e alla famiglia in un momento così difficile e doloroso”.

Messaggio di cordoglio anche da parte del Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Univaq.

“Il Dipartimento – si legge – partecipa al dolore struggente della famiglia, del suo maestro prof. Massimo Casacchia e del suo gruppo, dei suoi adorati specializzandi e dottorandi, ricordando nella figura di Rocco Pollice un grande medico, un grande scienziato, un grande professore, un grande ‘uomo buono'”.

Dallo stesso dipartimento arriva una precisazione.

“In merito a all’articolo comparso oggi su AbruzzoWeb.it dal titolo ‘L’Aquila: suicidio Pollice, città sotto shock – Oggi l’autopsia, domani mattina i funerali’, in particolare rispetto all’affermazione ‘c’è anche una beffa del destino in questa tragica vicenda. proprio poche ore prima della sua morte, è infatti arrivata la notizia della sua promozione a professore associato: Pollice era un ricercatore, sebbene dirigesse il centro smile, il servizio di monitoraggio e intervento precoce per la lotta agli esordi della sofferenza mentale e psicologia nei giovani. ma il destino, il caso o chi per lui, non ha voluto che sapesse mai di aver vinto quel concorso’. Preciso che i risultati dell’abilitazione a professore associato non sono noti sino a quando gli stessi non vengono pubblicati nel sito ufficiale del Miur Asn (abilitazione scientifica nazionale http://abilitazione.miur.it/public/pubblicarisultati.php)”.

La nota è a firma di Maria Grazia Cifone, direttrice del Dipartimento di Medicina clinica, Sanità pubblica, Scienze della vita e dell’Ambiente dell’Università dell’Aquila.

“Non abbiamo quindi contezza, né formalmente né informalmente della notizia data. considerando la normativa sottostante il processo di abilitazione scientifica nazionale, è bene, a tutela dello stesso, non divulgare notizie non certe e, comunque, non ufficiali”, conclude la nota.