CHIETI – “Una vicenda giudiziaria estremamente inquietante. Io sono molto preoccupata per la salute dei cittadini italiani e per queste famiglie che sono in condizioni di grandissima sofferenza”.

Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, riguardo al metodo Stamina a margine della visita oggi a Chieti all’ospedale clinicizzato dove ha potuto visitare il Centro nazionale di alta tecnologia in Oftalmologia.

E al termine della sua visita, prima di lasciare l’ospedale, il ministro ha incontrato Andrea, il papà di Noemi, la bimba di 18 mesi di Guardiagrele affetta da Atrofia Muscolare Spinale – Spinal Muscular Atrophy – (Sma), per la quale c’è stato il via libera dai giudici del Tar dell’Aquila ad accedere d’urgenza al metodo Stamina, proprio nei giorni in cui la Regione Abruzzo, in Commissione Sanità, ha ospitato il primo confronto tecnico tra esponenti del mondo della sanità abruzzese e Davide Vannoni, presidente della Fondazione Stamina.

“La politica – ha detto ancora Lorenzin – deve fare la politica e deve rispettare la scienza e il metodo scientifico. Come ministro devo vigilare affinché vengano rispettate le regole e, soprattutto, la salute dei cittadini”.

Le dichiarazioni sul metodo Stamina traggono origine appunto dalla vicenda di Noemi.

“Il servizio sanitario nazionale non può permettersi di autorizzare cure che non siano considerate tali secondo la scienza”, ha detto ancora Lorenzin. Secondo cui “il ministro è un soggetto terzo, non è un nemico delle famiglie, però deve fare anche applicare la legge lasciando alla scienza il suo compito. Da questa storia difficilissima vengono fuori insegnamenti: rivedere l’assistenza ai malati e riflettere sulla necessità di rafforzare le istituzioni scientifiche. Credo che il Parlamento dovrà affrontare questi temi. Se le istituzioni prendono un abbaglio devono pagare per questo. Da parte mia, mi sento di esprimere tutta la mia comprensione che però non può diventare irrazionalità”.

PAPA’ NOEMI, ”LE PERSONE MUOIONO, MINISTRO LORENZIN SBLOCCHI LISTE D’ATTESA”

“Con la Lorenzin c’è stato un lungo colloquio – ha dichiarato il papà di Noemi – nel corso del quale ho chiesto al ministro di far sbloccare le liste di attesa perché le persone muoiono. Se domani si scoprisse che un trattamento è efficace, chi si prenderà la responsabilità delle morti di tante persone che non vi hanno potuto accedere? Sicuramente ora torno a casa senza poter dare una risposta a Noemi. L’ordinanza del Tar c’è ma non viene rispettata. Auspichiamo che venga chiamata al più presto in modo che Noemi possa raccontare al ministro i miglioramenti che ha avuto grazie al trattamento”.

LORENZIN, ”SANITA’ ECCELLENTE SE SI TAGLIA CIO’ CHE NON FUNZIONA”

Sulla situazione della sanità abruzzese, la Lorenzin ha dichiarato che “Non è difficile sostenere la sanità di eccellenza se si ha il coraggio di tagliare quello che non funziona, se si tolgono i manager che non fanno bene il loro mestiere, se le amministrazioni locali si occupano con serietà e rigore della sanità, se soprattutto si tagliano gli sprechi. Allora ci sono molte risorse, molte di più di quelle che sono in campo oggi proprio per far nascere e sostenere centri come questo, che si proiettano nel panorama europeo per innovazione e tecnologie”.

Accompagnata dal manager della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Francesco Zavattaro, dal direttore della Clinica, Leonardo Mastropasqua, e dal sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, il ministro si è soffermato sulla sofisticata dotazione tecnologica dell’Unità operativa, unica struttura pubblica in Italia a utilizzare il laser a femtosecondi per la chirurgia della cataratta, e prima ad averlo impiegato per il trapianto della cornea senza bisturi.

Il 90 per cento dei 6.536 interventi chirurgici effettuati dall’Oftalmologia nel 2013 ha riguardato la cataratta, la patologia più diffusa, e sulla quale è giusto concentrare tecniche avanzatissime e investimenti, anche in considerazione dell’elevata attrattività esercitata sui pazienti di altre regioni, che rappresentano il 50 per cento dei casi trattati. Mastropasqua ha posto in evidenza come l’obiettivo della Clinica Oftalmologica sia curare gratuitamente in alta tecnologia.

“Il nostro Servizio sanitario nazionale ha sicuramente delle pecche, ma moltissime eccellenze – ha affermato la Lorenzin – come quella realizzata da questo straordinario team di Chieti. Io sono qui con l’intento di valorizzare le strutture abruzzesi riconoscendone l’impegno e il lavoro svolto. L’esperienza di questa regione dimostra che si possono recuperare risorse mettendo ordine nei conti e realizzare una sanita’ improntata al controllo degli esiti, efficacia ed efficienza”.