L’AQUILA – “L’assessore del Comune dell’Aquila con delega al Bilancio Silvana Giangiuliani è stata condannata per abuso d’ufficio per fatti riferibili all’epoca in cui rivestiva un ruolo dirigenziale presso la Provincia di Catania”.

A renderlo noto è stato il consigliere comunale di Sinistra per L’Aquila Giuseppe Bernardi, che nel Consiglio comunale di oggi ha presentato un’ordine del giorno proprio per chiedere chiarimenti in merito alla vicenda denunciata, con un altro ordine del giorno, da due consiglieri della Provincia etnea, Valerio Marletta e Antonio Tomarchio.

Nel blog del primo è scritto che:

“Il 27 febbraio 2009 la III sezione penale del tribunale di Catania ha condannato a un anno di reclusione l’ex ragioniere generale della Provincia Francesco Bruno e la coordinatrice della IV area dello stesso Ente, Silvana Giangiuliani per il reato di abuso di ufficio; la sentenza dimostra che la Provincia di Catania, senza aste pubbliche, provvide ad affidamenti diretti per l’acquisto di licenze e servizi informatici per un importo di 700 mila euro a tre società in raggruppamento temporaneo di imprese: Sap Italia spa, Sap Italia consulting e la Brain srl di Catania”.

A Bernardi, interrotto dal presidente del consiglio, Carlo Benedetti, mentre stava dando lettura dell’odg, è stato risposto dalla stessa Giangiuliani “il fatto è caduto in prescrizione e ricorrerò in appello”.

Nell’ordine del giorno del consigliere provinciale di Catania, inoltre, viene chiesto all’Ente di avviare un’azione risarcitoria nei confronti di Bruno e della Giangiuliani, perché “hanno causato un doppio danno alla Provincia di Catania: in primo luogo perché hanno affidato un appalto per la fornitura di servizi informatici per oltre 700 mila euro, senza ricorrere al pubblico incanto e quindi senza alcun ribasso d’asta rispetto all’offerta avanzata da parte dell’ente pubblico.  E in secondo luogo perché i due alti funzionari avevano una consistente partecipazione azionaria in una delle due imprese, costituita evidentemente ad hoc, costituenti il raggruppamento temporaneo d’impresa cui è stato affidato l’appalto”.

DOCUMENTI CORRELATI:

L’ORDINE DEL GIORNO COMPLETO SULLA CONDANNA DELL’ASSESSORE COMUNALE