L’AQUILA – “L’asilo nido Fiat di Bazzano, inaugurato nel 2011, è in disuso perché non rispetta gli standard urbanistici della Regione Abruzzo, non ha una cucina vera ma solo uno scalda biberon, inoltre non ha una strada di accesso e davanti all’ingresso c’è un palo dell’energia elettrica”.
Una filippica durissima, quella del consigliere comunale Angelo Mancini, capogruppo L’Aquila oggi-Italia dei valori, con la quale ha denunciato la mancanza di controllo da parte dell’amministrazione comunale sulla struttura finanziata da Fiat Group, Maserati Spa e Fiat Spa, che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, definì “il primo edificio definitivo della città futura” al momento degli taglio del nastro assieme al presidente del colosso torinese, John Elkann, dell’amministratore delegato, Sergio Marchionne, e del presidente della Regione, Gianni Chiodi.
La Giunta ha anche proposto l’acquisizione al patrimonio del Comune della struttura in via Mia Martini del complesso C.a.s.e. di Bazzano, una mossa inaudita secondo Mancini.
“La cosa sorprendente è che la proposta di acquisizione è stata fatta con una delibera di Giunta del 6 novembre 2013 dall’assessore ai Lavori pubblici Alfredo Moroni – ha attaccato – non tenendo minimamente conto che gli standard urbanistici abruzzesi non sono stati rispettati. Infatti, per fare un esempio, prevedono che i pasti vengano preparati all’interno della struttura e li dentro non c’è un forno. Per farlo si dovrebbe abbattere un muro”.
Con questa proposta per Mancini “superficiale” si sono anche “illuse figure professionali del settore della formazione, per non parlare delle domande di chi vorrebbe iscrivere il proprio figlio in quell’asilo. Quei bambini – ha proseguito – per ora devono andare a quello di Tempera, pur essendoci, a Bazzano, una struttura progettata per quel preciso scopo”.
“Questo caso è emblematico per la poca attenzione verso il sistema scolastico aquilano – ha sbottato – Qui si progetta la nuova viabilità per le scuole da ricollocare quando ancora non conosce il luogo in cui verranno rimesse; in occasione delle campagne elettorali si promettono posti e lavori che poi non vengono dati”.”
A questo punto vorrei che si facesse attenzione a due elementi, o si cancella la proposta di acquisizione dell’asilo nido, oppure si ripristinano gli standard e si definisce un tempo per l’apertura della struttura”, ha concluso. Sandra Console



