PESCARA – Sotto il titolo “La montagna vuole rispetto” si è tenuto ieri a Pescara un incontro dibattito che ha avuto come indiscusse protagoniste le aree montane d’Abruzzo e le loro prospettive di sviluppo.

Promosso dalla delegazione abruzzese dell’Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani (Uncem), l’incontro si è svolto presso la sala consiliare della sede della Regione ed è durato più di quattro ore, ben oltre i limiti pronosticati dagli organizzatori.

Al dibattito hanno partecipato numerosi sindaci ed esponenti delle comunità montane, tra cui il presidente Uncem nazionale e il vice, Enrico Borghi e Oreste Giurlani, il presidente Uncem Abruzzo, Diego Gasbarri, il senatore abruzzese del Partito democratico, Giovanni Legnini, l’assessore regionale al Bilancio ed Enti Locali, Carlo Masci, il consigliere regionale di Futuro e libertà per l’Italia e presidente della commissione Bilancio, Emilio Nasuti, il magistrato della Corte dei conti sezione Abruzzo, Antonio Marrazzo e il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano.

Nomi illustri e un lungo dibattito sulle problematiche delle aree montane, ma soprattutto la speranza che, dopo tanto parlare, si possa avere un interesse concreto da parte delle autorità competenti su questi temi.

“Nel complesso l’incontro è andato molto bene – commenta Gasbarri, presidente Uncem Abruzzo – e sono nati spunti interessanti per quanto riguarda i problemi delle comunità montane, soprattutto perché ogni partecipante al tavolo aveva delle competenze specifiche diverse dagli altri”.

“Lo scopo di questo evento – prosegue – era puntare i riflettori sulla necessità che venga elaborata una nuova politica per lo sviluppo montano: ora che la Regione Abruzzo possiede tutte le competenze necessarie per decidere dove investire, deve investire sulla montagna”.

“I problemi che abbiamo in questo momento – afferma il presidente regionale Uncem – sono concreti: su tutti, bisogna evitare lo spopolamento, che è un problema crescente alla luce dell’invecchiamento delle stesse comunità. Come nel corso del dibattito ha fatto notare il presidente Borghi, si deve guardare alla montagna come una risorsa e non un problema: non è ammissibile buttare via una risorsa che copre il 35 per cento del Pil abruzzese”.

“Tutti i partecipanti al tavolo hanno portato avanti una linea comune – aggiunge – Bisogna creare sviluppo in montagna, perché tutto ciò che è in montagna è risorsa. Basti pensare al turismo, che nasce spontaneamente dalle risorse ambientali”.

Per Gasbarri, “come si sono resi conto anche la regione e l’onorevole Legnini, occorre mettere in campo forze politiche sia di destra che di sinistra, ci vogliono leggi per la ‘montagna del futuro’”.

“Quello che noi richiediamo – spiega – è mantenere, conservare e investire su risorse già testate, come le comunità montane, unioni in cui è necessario che i comuni credano. Non ci interessa batterci per il nome, ma per avere servizi, anche in altre forme associative e non come Uncem”.

“Il nostro obiettivo – conclude –  è ritornare al ripopolamento dei territori montani”.