L’AQUILA – È arrivata la difesa importante del vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico (Partito democratico) nell’udienza di oggi al tribunale dell’Aquila del processo a 4 delle centinaia di aquilani che quasi 3 anni fa occuparono alcuni spazi di palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale d’Abruzzo, per chiedere una proroga per la restituzione delle tasse sospese dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Fu la “protesta dei post-it”, i fogliettini gialli adesivi che invitavano alle dimissioni l’allora commissario per la ricostruzione, il presidente della Regione Gianni Chiodi, lasciati dai manifestanti nei corridoi del palazzo del potere per eccellenza.
Accusati di danneggiamento e invasione di edificio pubblico alla sbarra al tribunale dell’Aquila ci sono Enrico Ciccozzi, Nino D’Innocenzo, Giovanni De Gasperis e Mauro Zaffiri.
Al termine della testimonianza dell’esponente democrat e di un agente di sorveglianza il giudice onorario Angelo Caporale ha inviato l’udienza al prossimo 16 dicembre, quando dovrebbe tenersi la camera di Consiglio e successivamente sarà pronunciata la sentenza.
D’Amico, in particolare, ha affermato che al suo arrivo il cancello di ingresso era già aperto e che, per quello che ha potuto vedere, i manifestanti si comportarono correttamente e non ci furono violenze.
La sentenza si pensava potesse arrivare anche oggi ma il giudice ha disposto lo slittamento per ascoltare ancora un teste, stavolta dell’accusa: Paolo Costanzi, direttore del Consiglio regionale. (alb.or.)






