L’AQUILA – Si potrebbe definire una… “globalizzazione al contrario”, quella che è accaduta all’Aquila di recente.
Una negoziante aquilana, Katia Chiapparelli, operante da ben 9 anni nel commercio cittadino, ha potuto allargare il suo negozio di 120 metri quadrati grazie alla chiusura del suo vicino cinese che, invece, vantava una superficie più vasta.
Strano fenomeno se si pensa che la tendenza radicata un po’ in tutta Italia vuole i negozi cinesi aprire ovunque rilevando anche attività storiche locali. Questa volta il cambiamento è avvenuto nella direzione opposta.
“Era tanto che mi guardavo intorno alla ricerca di un locale più grande per potermi allargare perché era impossibile vivere in soli 120 metri quadrati”, spiega ad AbruzzoWeb la titolare del negozio.
“In effetti, a luglio, quando ho saputo della chiusura del negozio cinese sono rimasta meravigliata perché non me lo aspettavo – ammette – Credo che la loro chiusura sia dovuta alla difficoltà di conciliare gli impegni, essendo anche i titolari di un ristorante in città”.
A qualche mese di distanza la commerciante aquilana è pienamente convinta della scelta. “Grazie a questo ampliamento – afferma – i prodotti sono esposti in maniera più immediata e i miei clienti sono più soddisfatti di quello che trovano sugli scaffali, che prima invece erano ammucchiati e difficili da scovare”.
“Sono contenta di essermi potuta allargare e orgogliosa di poter pagare gli stipendi al mio personale anche in questa fase di crisi economica globale”, conclude.



