L’AQUILA – Forte dello strepitoso successo riscosso alla “Versiliana Festival”e sulla scia dei grandi applausi a scena aperta raccolti in ogni tappa della tournée, debutta a L’Aquila, presso il ridotto del teatro comunale,  domani, sabato undici novembre alle ore 21.00, e in replica domenica 12 dicembre ore 17.30, per la stagione teatrale aquilana, il nuovo allestimento del teatro stabile d’Abruzzo “La Bisbetica domata” di William Shakespeare, con due attori molto amati dal pubblico abruzzese oramai stabili del Tsa: Vanessa Gravina ed Edoardo Siravo, e la regia di Armando Pugliese che già ha firmato per l’Ente teatrale regionale altre fortunate messe in scena.

Lo spettacolo, coprodotto con la Compagnia  indie occidentali,  ha un’idea di allestimento particolare già a partire dalle musiche scritte da Goran Bregovic e dall’insolita scena pensata da Andrea Taddei.

La storia è una festa di trame incrociate, scambi d’identità, manipolazioni linguistiche e tanti personaggi resi vivi da Giulio Farnese (protagonista del musical Hairspray) e da Carlo Di Maio, Vito Facciolla, Daniele Gonciaruk, Elisabetta Alma, Emanuela Trovato, Marco Trebian, Marco Zingaro, Maurizio Tomaciello e Valentina D’Andrea.

In una Padova reinventata dall’autore, viene descritta la vigorosa conquista dell’irrequieta Caterina da parte del caparbio Petruccio, avventuriero veronese, che sposa e soggioga l’intrattabile Caterina di Padova, attirato soprattutto dalla sua dote.

Non tutti sanno però che il testo shakespeariano è contenuto in una cornice che rende i due protagonisti personaggi di una rappresentazione teatrale cui altri personaggi assistono in scena. Una commedia nella commedia, quindi.
Precede il dramma un prologo in cui un calderaio, Cristoforo Sly, è raccolto ubriaco da un signore reduce da una partita di caccia, davanti ad un osteria in aperta campagna: Sly è portato al castello, e gli fanno la beffa di trattarlo al suo risveglio come se fosse un gentiluomo che dopo lungo tempo ha ripreso l’uso della ragione e lo fanno assistere a “La bisbetica domata”.
 
La regia di Armando Pugliese individua tre mondi nell’universo della commedia. Nel prologo e nell’epilogo troviamo quello tardo-cinquecentesco della taverna, abitata dal calderaio e dai suoi compari e raccontato con realismo quasi caravaggesco.

Il mondo della rappresentazione, invece, è proiettato in una sorta di futuro/immaginifico, che in realtà avrà  i colori e i toni dei nostri anni sessanta. Mentre la casa di Petruccio, dove Caterina viene ‘educata’, diventa una sorta di ‘mondo dei trolls’, dove il ‘domatore’ comanda e governa i suoi servi ibseniani, per sottomettere la femmina ribelle.