L’AQUILA – L’Aquila scopre i “temporary outlet”, i negozi a tempo che vendono merce per un breve periodo, poche settimane o mesi, prima di sparire, tipologie diffusissime in altre città, e il commercio tradizionale del capoluogo insorge denunciando una presunta concorrenza sleale.
È quanto succede al centro commerciale L’Aquilone, dove da un po’ ha aperto i battenti proprio uno di questi punti vendita che sta facendo incetta di gente, interessata ad acquistare prodotti anche firmati a prezzi molto più bassi di quelli che trova di solito.
E la risposta dei negozianti è indignata. Un nome storico del commercio, Manzi abbigliamento, ha issato un cartellone all’interno del proprio spazio nella struttura in zona Ovest.
“Ci sono società che arrivano nelle città per due o tre mesi, organizzano colossali liquidazioni di merce, e vanno via, senza lasciare niente all’economia del posto – sbotta – Tutto in maniera assolutamente scorretta, in quanto acquistano la merce da negozianti in difficoltà, pagandola 1/4 del proprio valore, la rimettono sul mercato praticando falsi sconti mantenendo comunque alto il loro guadagno”.
“Capirete che per noi commercianti, ma anche per l’economia dell’intera città è un grosso danno. Pensiamo in questa occasione di parlare non solo a nome nostro, ma anche dei nostri colleghi”, conclude Manzi, che annuncia una promozione del 30% di sconto a partire dallo scorso 2 novembre, anche se senza specificarne la durata.
Un altro nome storico dell’abbigliamento, D’Altorio, che affonda le radici in un negozio di biciclette e articoli sportivi in pieno centro, non contesta apertamente l’outlet temporaneo, ma annunciando anch’esso una svendita promozionale del 30% su alcuni marchi presenti nel “temporary”, fa presente di essere “unico punto vendita all’Aquila autorizzato” e puntualizza: “Diffida delle imitazioni”.
La levata di scudi è finita anche sui social network, e in particolare su Facebook dove nei commenti alla foto del cartello gli insorti hanno raccolto incoraggiamenti (pochi) ma anche parecchi improperi: tanti aquilani si lamentano per i prezzi alti e criticano l’atteggiamento a volte scortese dei venditori, smentito da altri.
Gli utenti sottolineano, infine, che la forma del negozio temporaneo è una novità solo per una città chiusa come L’Aquila ma è diffusissima altrove e non ha profili di illegalità, mentre c’è pure chi auspica un esame di coscienza e l’arrivo di altri marchi di grande distribuzione per spingere i “pezzi da 90” dell’epoca d’oro a proporre cose migliori e a un costo minore.




