L’AQUILA – Sorpresa e soddisfazione per la gente che ha partecipato in massa dopo la pioggia e preoccupazione per i problemi del post-terremoto aquilano.

Queste le impressioni raccolte tra le persone che hanno partecipato al corteo “Sos L’Aquila chiama Italia”.

“Io sono di Reggio Emilia – spiega Laura Tarantino, caschetto giallo in testa – all’Aquila ci abita mia sorella . Firmerò la legge perché può aiutare non solo il capoluogo, ma anche in caso di altre calamità”.

“Io sono di Modena”, dice invece la signora Gabriella che, oltre al caschetto, ha anche un cane che, specifica “ha sfilato anche nel giorno dell’anniversario della tragedia, il 6 aprile 2010. Sono qui perché all’Aquila ho mia figlia, mia nipote e mio genero, e la città va ricostruita com’era e non come la vuole il governo”.

Tra la folla spunta Pio Rapagnà, ex parlamentare oggi portavoce delle necessità degli inquilini delle case popolari terremotate. “Tutti gli abruzzesi – afferma – hanno un obbligo legale di essere presenti qui oggi, anche se molti sono fuggiti. Con questo tempo la riuscita della manifestazione è stata straordinaria, per il futuro speriamo bene, anche se sono pessimista”.

“L’Aquila deve rinascere – sbotta Vincenzo Gianforte – Fin qui ci sono state troppe chiacchiere, ma ora ci vuole l’opera. Per la quarta volta questa città è stata distrutta, per ricostruirla ci vuole grande coesione”.

Mescolato tra la folla anche il rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio. “Impossibile non esserci – dice – Questo corteo sta mostrando le grandi difficoltà della città e dell’Ateneo e sarà utile per rispondere alla sordità delle istituzioni. Non ci sono parole per giudicare l’assenza della Regione e della Provincia, qui c’era da stare tutti uniti”.

“Io sono di Roma – racconta Federico Cortese – e in precedenza ero stato a Fossa, ma mai nel centro dell’Aquila, che è molto peggio di quello che pensavo. È molto importante farlo vedere all’Italia, gli aquilani non sono piagnoni, anzi. Firmerò di sicuro la legge”.

“Vogliamo ricostruire la nostra città – ribadisce Antonio Congeduti – ma la ricostruzione del centro non è neanche cominciata. La città è questa, non le case di carta. Meraviglioso il corteo, secondo me non ha paragoni nella storia della città”.

Cristina Pastore, romana, riparla della tassa di scopo: “L’Italia – il suo parere – sarebbe pronta, ma vicino alle elezioni al governo non conviene imporla”.

Elisabetta Rainaldi è stupita dalla partecipazione: “Mai vista tanta gente – ammette – Quanto alla paura di infiltrazioni di facinorosi, la polizia si è allarmata inutilmente, qui è tutto tranquillo”.

Angela Rossi abita nella popolosa frazione di Paganica, che ha, spiega, “un altro dei centri storici che va ricostruito. La nostra sofferenza – dice – è talmente grande che non ci sono parole. Le C.a.s.e. servivano, ma hanno danneggiato il territorio”.

“Sono venuta per portare il mio sostegno e la mia firma alla proposta di legge – spiega Valentina Raparelli – Straordinario che tante persone si siano ritrovate nonostante tutta questa pioggia”.

Nonostante la folta presenza di politici di centrosinistra ha gradito il corteo Veronica Dolcetto, che dice: “Lo striscione che mi ha divertito di più è stato quello contro il vescovo che diceva ‘il vero mostro sei tu’”.

“Una bella manifestazione, non mi aspettavo tanta gente a essere sincero – dice Serafino Centi Pizzutilli – Mi dispiace che qualcuno non abbia voluto partecipare, la politica in questo evento non ci doveva entrare”.

“Un evento da ripetere – conclude Rosella Signori, che ha anche da criticare – Andava organizzato meglio, con gruppi più compatti e riconoscibili e  soprattutto più banchetti per le firme! Ringrazio comunque chi è venuto da fuori, è stato commovente”. (alb.or.)