L’AQUILA – “Nessuno tocchi l’Accademia dell’Immagine. Se viene liquidata parte una battaglia senza esclusione di colpi. Qui c’è come al solito lo zampino del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che tiene in vita il conservatorio ‘Braga’ e ammazza la nostra Accademia”.

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, è un fiume in piena a soli 20 dal termine ultimo ipotizzato per tentare di salvare l’Accademia dell’Immagine dell’Aquila dalla liquidazione.

Il primo cittadino aquilano affila le armi “perché non è possibile accettare la morte di un’istituzione così importante, una morte voluta da un signore di nome Chiodi che non smette di finanziare il conservatorio di Teramo. Io mi chiedo perché nessun giornalista si è mai interessato ai bilanci del conservatorio teramano”, va all’attacco.

“Mi chiedo anche se è vero che l’assessore regionale Mauro Di Dalmazio è nel Consiglio di amministrazione del ‘Braga’?”, la domanda polemica del sindaco, che ipotizza, quando nomina Chiodi e Di Dalmazio, a una sorta di “fronte di tutela” dei gioielli teramani da parte di due pezzi grossi della politica appunto teramana e abruzzese.

“All’Accademia mancano i finanziamenti regionali degli ultimi 5 anni, dal 2009 – prosegue ancora – Il 5 di aprile di cinque anni fa l’Accademia era in salute, l’ho lasciata in buone condizioni. E adesso?”, continua a chiedersi Cialente, che spiega di “aver bisogno di più strumenti per poter portare avanti la battaglia. Voglio vedere i bilanci del ‘Braga’, voglio sapere perché la Regione paga per il conservatorio di Teramo e poi uccide l’Accademia aquilana”.

“Sono entrambe due istituzioni private, ma una delle due ha i santi in paradiso. Per me è inaccettabile, è bene che il liquidatore avvocato Luca Bruno riferisca, prima di prendere decisioni, a noi del Comune”.

Dal canto suo l’avvocato Bruno attende il ‘segnale’ per potersi muovere, considerando che, come dichiarato in più occasioni a questo giornale, non sta a lui salvare l’Accademia, “ma alla politica”.