L’AQUILA – Sono “gravissime ed infamanti accuse” le affermazioni del prof dell’Università dell’Aquila Sergio Tiberti che evoca che gli avvocati dello Stato dell’Aquila “si sarebbero asserviti al prof Di Orio”.
Lo afferma in una nuova nota ad AbruzzoWeb l’avvocato distrettuale dello Stato del capoluogo Filippo Patella, che già una prima volta ha voluto precisare su alcuni strali del principale oppositore dell’ex rettore dell’Ateneo aquilano, e ora controreplica anche alla risposta di Tiberti.
Per il quale, assicura, “le porte del mio ufficio devono intendersi sempre aperte” nel caso in cui “fosse in possesso di pareri comprovanti quanto da lui gravemente affermato” perché Patella assicura che sarà “ben lieto di esaminarne il contenuto, anche in contraddittorio”.
LA NOTA COMPLETA
Illustre Direttore, innanzi tutto desidero ringraziarla vivamente per il massimo spazio che ha ritenuto di concedere alla mia precedente mail in argomento, ciò che comprova pienamente l’assoluta trasparenza ed obiettività della testata da lei diretta.
Nel merito, mi consenta qualche brevissima precisazione, a ciò costretto dalle gravi espressioni virgolettate, rivolte, all’indirizzo del mio Ufficio, dal prof. Tiberti, all’indomani della pubblicazione della mia nota.
La memoria difensiva di cui parla il docente è stata redatta dall’avvocato dello Stato Lucci in osservanza al disposto di cui all’art. 44 T.U.30.10.1933, n. 1611.
Ciò in quanto inizialmente l’Avvocato Generale dello Stato in Roma, con proprio provvedimento emesso ai sensi della norma citata, aveva concesso al prof. Di Orio la difesa dell’Avvocatura dello Stato nel processo in argomento.
Successivamente la concessione del patrocinio è stata revocata per motivi di opportunità e da quel momento l’Avvocatura dello Stato dell’Aquila, attraverso l’avv. Lucci, ha smesso di prestare la propria opera in quel contesto processuale.
È appena il caso di dire che il fatto che il contenuto della memoria de qua non sia stato condiviso dal P.M. e dal Gup del Tribunale di L’Aquila nulla toglie alla legittimità dell’operato dell’Organo Legale, soprattutto in un momento in cui il procedimento penale è in corso e lontana è la sua conclusione.
Respingo poi decisamente le gravissime ed infamanti accuse rivolte dal prof. Tiberti all’indirizzo degli avvocati dello Stato che nel tempo sono stati chiamati a rilasciare pareri legali su richiesta dell’Ateneo, i quali, a detta del professore, si sarebbero asserviti al prof. di Orio.
La rettitudine morale, la preparazione giuridica e il senso di responsabilità dei togati non possono essere posti in discussione.
Rammento solo per inciso che gli avvocati dello Stato sono equiparati ai magistrati dell’Ordine Giudiziario, ai sensi dell’art. 23 del T.U. che ho inizialmente citato.
In ogni caso, nella ipotesi in cui il prof. Tiberti fosse in possesso di pareri comprovanti quanto da lui gravemente affermato, sarò ben lieto di esaminarne il contenuto, anche in contraddittorio.
Le porte del mio Ufficio devono intendersi sempre aperte al prof. Tiberti il quale, ove vorrà, sarà ricevuto con la cortesia che la sua veste istituzionale impone.



