PESCARA – “Ormai la Regione Abruzzo è diventata un vero e proprio consulentificio ad personam”.
Lo afferma Cesare D’Alessandro, vice capogruppo regionale dell’Idv he aggiunge: “A Chiodi serve uno che ficchi il naso tra le carte di Abruzzo Engineering e subito ci piazza il socio di studio Carmine Tancredi. Furbo com’è, Chiodi non lo dice a nessuno; ci vuole un anno di tempo, svariate interrogazioni e articoli di stampa, per farglielo confessare solo nel settembre scorso”.
“Qualcuno – prosegue il consigliere di opposizione – gli fa anche notare che la nomina del suo socio in affari, per espletare un incarico pubblico, pone problemi di immagine, di stile, di etica pubblica; qualche altro sottolinea, invece, che sia roba da codice penale. Passa un mese e il Consiglio regionale, in data 16 novembre, discute ben due interrogazioni dell’Idv, ancora su Carmine Tancredi. Nella prima interrogazione, viene chiesto a quale titolo Carmine Tancredi, sempre lui, partecipi alle riunioni dei funzionari della Regione con la Bei (Banca Europea degli Investimenti) e con le banche locali”.
“Chiodi non è in aula e Castiglione che ne fa le veci, alquanto imbarazzato, legge un foglietto redatto da chissà chi! In esso, riassumendo, sta scritto che un dirigente della Regione – senza che neppure Chiodi lo sapesse – avrebbe nominato lo stesso Tancredi in qualita’ di consulente per le problematiche del sistema creditizio e delle imprese, per la modica cifra di 11mila e 500 euro. Dulcis in fundo – aggiunge D’Alessandro – nella Conferenza Stato-Regioni, l’Abruzzo – guarda caso – segnala Carmine Tancredi, ancora lui, per la nomina a presidente del collegio dei revisori dei conti dell’Enit, tra le centinaia che ne avrebbero titolo”.
“Il compenso è sempre di circa 11mila e 500 euro, ma non ricomprende i gettoni di presenza, le spese di trasferta etc.. Anche di questa nomina si viene tardivamente a conoscenza. L’Italia dei Valori, considerata la reticenza di Chiodi, ma anche per sgombrare il campo da illazioni, dubbi e dicerie, il 13 ottobre scorso ha chiesto formalmente di conoscere quali e quanti sono i contratti che la Regione, ma anche gli enti strumentali, hanno stipulato con lo stesso Carmine Tancredi”.
“Lo Statuto regionale riconosce ai consiglieri il diritto di ottenere ogni informazione dagli uffici regionali, ma questo non vale, evidentemente, quando si tratta del socio del nostro Presidente. Ad oggi, infatti, a distanza di oltre un mese dalla richiesta, nessuno si e’ degnato di rispondere. Questo – conclude l’esponente dell’Idv – e’ il nuovo modo di governare del nostro pluriplenipotenziario alla sanita’, alla ricostruzione, all’ambiente, ai fondi europei ed a cento altri incarichi. Se c’e’ qualcosa che gli sfugge, ci mette una pezza con l’onnipresente Carmine Tancredi, sperando che non si sappia. Piu’ che una gestione ad personam e’ un operare ad familiam”.






