L’AQUILA – Non ci saranno duelli tra sostenitori dell’acqua pubblica e fan della privatizzazione al Festival dell’Acqua che si terrà dal 6 all’11 ottobre all’Aquila in tre location d’eccezione, l’Aquavillage allestito a piazza Duomo, al Palazzetto dei Nobili e al ridotto del Teatro comunale.
O almeno questo hanno assicurato i protagonisti commentando la polemica sorta in questi giorni sulla disparità d’intenti tra il Comune del capoluogo abruzzese, patrocinatore dell’evento e fermo sostenitore dell’acqua bene pubblico, e Federutility, ritenuto pro privatizzazione, sollevata dal Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua.
“All’interno di Federutility non c’è nessuna tendenza a privatizzare l’acqua, non so come si possa inventare una polemica di questo genere – ha sbottato il vice presidente Mauro D’Ascenzi – Noi rappresentiamo tutti i gestori d’acqua d’Italia e solo il 4 per cento di loro è privato. Gli altri, come la Gran Sasso Acqua (Gsa), sono tutti pubblici e nessuno di noi vuole privatizzarli. È una balla”.
Questo evento è volto a porre all’attenzione sul problema dell’acqua dal punto di vista culturale, filosofico, tecnico, economico “per i prossimi 5 anni l’Italia ha bisogno di 5 miliardi di euro di investimenti – ha illustrato il vice presidente – e questi non ci sono. Bisogna trovarli o alle prossime generazioni lasceremo un deserto”.
A buttare… acqua sul fuoco anche Amerigo Di Benedetto, presidente della società di gestione aquilana, che dicendo “un profilo polemico aiuta a non sbagliare obiettivo delle nostre iniziative”, chiude il discorso sulla polemica e spiega come “pubblico è bello”.
“La nostra regione è ricchissima di acqua – ha commentato – dobbiamo poter gestire in maniera ottimale le nostre risorse senza ricavarne profitto ma evidenziando il suo valore come prodotto tipico”.
“Questo evento vuole cercare di coinvolgere i vari enti pubblici per individuare insieme un percorso che permetta alla nostra regione di effettuare una gestione partecipata efficace”, ha concluso il presidente Gsa.
La questione di una legislazione ben precisa per i sottoservizi e le infrastrutture pubbliche è stata sottolineata da Venanzio Gizzi, presidente di Confservizi Cispel Abruzzo che, denunciando la mancata attuazione della legge regionale Costantini-Pagano che normava la distribuzione di energia, acqua e gas, ha richiesto una legge di riferimento.
In merito si è espresso anche Michele Fina, responsabile della segreteria del ministro dell’Ambiente, in quanto “la risorsa idrica ha bisogno di trovare nella classe dirigente locale e statale l’attenzione per dialogare su questioni importanti e di passare alla concretezza”.
Per il responsabile c’è bisogno di concretezza, soprattutto “dopo i due referendum, con cui è stata scongiurata la privatizzazione. Ma ora cosa si fa? – si è chiesto retoricamente – C’è quindi l’esigenza di definire gli aspetti normativi. La commissione Ambiente di Camera e Senato ha già iniziato le discussioni”.
Fa eco a Fina Roberto Riga, assessore all’Ambiente del Comune dell’Aquila, presente in sostituzione al sindaco Massimo Cialente, impegnato a Roma in un incontro con il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia.
“Dobbiamo tradurre in attività normativa i sottoservizi del capoluogo abruzzese – ha affermato – serve una legislazione che risponda alle esigenze degli enti locali per garantire la ricostruzione della nostra città”.
Presente anche Marco Fanfani, presidente della Fondazione Carispaq, che si è detto orgoglioso di avere nella sua città un evento simile.
L’evento è stato organizzato con la collaborazione del Comune dell’Aquila, Milano Expo 2015, Gran Sasso Acqua, Confesercenti Cispel L’Aquila, sotto il patrocinio del ministero dell’Amviente, Eureau, Regione Abruzzo e Unesco.
Intanto, in occasione del Festival dell’Acqua, domenica 6 ottobre non ci sarà il mercato ambulante settimanale a piazza Duomo.
Lo ha reso noto, con un avviso, l’assessore alle Attività produttive, Giancarlo Vicini.






