L’AQUILA – Si è conclusa con 3 patteggiamenti e 5 rinvii a giudizio l’udienza preliminare a carico di 8 persone coinvolte a vario titolo in un giro di sesso con due ragazzine minorenni, sorelle.

Il processo è stato fissato per il prossimo 16 gennaio presso il tribunale dell’Aquila.

Tra loro anche i genitori delle ragazzine, di origine romena, che, all’epoca dei fatti (nel 2011), avevano appena 12 e 14 anni: dovranno rispondere del reato di sfruttamento della prostituzione minorile.

Una vicenda venuta alla luce alla fine del 2011 dopo alcuni mesi di indagini compiute dai carabinieri di Pizzoli (L’Aquila).

In prima battuta erano rimaste coinvolte 17 persone, alcuni aquilani e altri stranieri. Per 9 di loro, un anno fa, era arrivata l’archiviazione. Le 3 persone che ieri hanno patteggiato erano chiamate a rispondere a vario titolo di prestazione a pagamento con minorenni e di atti sessuali sempre con minori.

Secondo quanto ricostruito, le due sorelle avrebbero subito botte dal padre ogni volta che si rifiutavano di prostituirsi. Addirittura in un’occasione la 14enne sarebbe stata anche ferita con un coltello.

Ed era sempre il padre, insieme a un suo cugino, a procurare i clienti alle figlie, a fissare gli appuntamenti e ad accompagnarle nei luoghi dove dovevano prostituirsi.

Nell’inchiesta è coinvolta anche una terza vittima delle violenze che all’epoca dei fatti aveva da poco compiuto 18 anni, pestata dal cugino della coppia romena e costretta a prostituirsi in cambio di vitto e alloggio.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Vincenzo Ciucci, Annalisa Galeazzi, Francesco Valentini, Roberto Madama, Mauro Ceci, Maurizio Cora, Vincenzo De Nardis e Giannicola Scarciolla.

Le ragazze sono assistite dall’avvocato Luigi Ferretti.