L’AQUILA – “Sulla ricostruzione prima che di merito c’è un problema di metodo. I soldi impiegano sei passaggi per tornare al Comune. Io posso porgere l’altra guancia come Cialente, non come sindaco. Stiamo tornando al centralismo dei primi giorni dell’emergenza”.
Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ex vice commissario per la ricostruzione, che si è dimesso in dissenso con la politica del Governo sul terremoto, prima di entrare nella sala dove era in programma la conferenza stampa del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.
Un intervento a sorpresa quello del primo cittadino del capoluogo di regione, ma non casuale, perché giunge dopo le polemiche di due giorni fa, sull’annuncio del decreto per la realizzazione dei primi interventi di ricostruzione nel centro storico dell’Aquila.
In quell’occasione Cialente non ha presenziato all’evento perché “invitato solo un giorno prima” e con un comunicato stampa dai toni duri ha ribadito la centralità del Comune e del Consiglio comunale sui temi della ricostruzione.
Prima della conferenza stampa Chiodi ha replicato, sia pure indirettamente, al sindaco dell’Aquila, sottolineando che “io ho finanziato i soldi per il centro storico e mi aspettavo che tutti fossero contenti, invece no. Sono comunque lieto – ha detto ironicamente – che si cominci a capire che i piani di ricostruzione spettino ai Comuni”.



