L’AQUILA – Arrivederci all’estate ma in Abruzzo, come in diverse altre parti d’Italia, c’è un po’ di amaro in bocca per aver passato i mesi sulla carta più belli e sereni a cercare uno spicchio di sole che non fosse oscurato dalle nuvole.

Se ne va un’estate particolarmente infelice sotto l’aspetto climatico, segnata in lungo e in largo dal freddo e dalla pioggia. A qualche vacanziero è riuscita l’impresa di trovare un cielo sereno sia in Abruzzo che altrove, ma se in molti hanno provato un pur breve ‘colpaccio’ settembrino, magari un fine settimana senza paura di dover scappare via dalla spiaggia per un temporale improvviso, vuol dire che il bilancio della bella stagione non è dei migliori.

Il maltempo ha stupito e rotto le scatole un po’ a tutti gli amanti del bel tempo.

A giugno Guido Visconti del Cetemps dell’Università dell’Aquila, sotto temporali e grandinate, aveva ammesso qualche errore di valutazione degli esperti in previsione dell’estate, puntando così al sempre presente sole di settembre, arrivato ma solo a tratti, in pratica con la stessa irregolarità del ‘triplete’ giugno-luglio-agosto 2013.

Tanta delusione anche per gli operatori turistici della costa abruzzese (e non solo) già provati da una crisi che ha spinto la clientela, anche quella più fedele, a scegliere offerte migliori per esempio per l’Egitto, dove solo una terribile guerra civile ha rallentato, ma non in maniera drammatica, il flusso di turisti che dall’Europa si è riversato da quelle parti. Non ci si deve stupire se c’è chi ha rinunciato alle ferie d’estate per puntare direttamente a una meta da sogno quando qui da noi fa brutto, la classica fuga autunnale verso le spiagge esotiche.

Allora, arrivederci a questa estate che ha avuto a tratti dell’assurdo. Forse è il caso di cominciare a farci il callo. Gli esperti, se ci hanno preso, dicono che i cambiamenti climatici continueranno a sconvolgere le abitudini della natura e quindi anche nostre. In attesa di una festa in costume da bagno sotto il sole natalizio, speriamo che nel 2014 la cara, vecchia estate torni a farci visita. Come da ‘tradizione’. (r.s.)