L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha visitato oggi i luoghi simbolo del terremoto che nel 1976 colpì il Friuli, e si è detto “ancora più preoccupato per la situazione della mia città, che si delinea come un fallimento”.

Accompagnato dal segretario regionale del Pd, Debora Serracchiani, che ha promosso la giornata, Cialente si è recato dapprima a Venzone (Udine) dove ha visitato il Museo del Terremoto, quindi a Gemona ha incontrato i sindaci dei Comuni colpiti dal sisma e l’allora sindaco gemonese, Ivano Benvenuti, oggi presidente del Consorzio per lo sviluppo Industriale ed Economico della Zona Pedemontana Alto Friuli e infine un incontro pubblico con la stessa Serracchiani.

“Una giornata commovente – ha detto, interpellato dall’Ansa – perché ho la ferita che è ancora aperta. Ho scoperto ancora una volta che una delle cose fondamentali all’epoca fu quella di creare una macchina istituzionale, tecnica e amministrativa che potesse funzionare, e che ha ricostruito il Friuli”.

“Di questa macchina – ha sottolineato – oggi non c’é idea, anzi non sarebbe male se qualche esponente del Governo facesse visita a questi luoghi splendidi, con questa gente splendida, a parlare cinque minuti, a rinfrescare la memoria su come si deve lavorare con grande umiltà”.

Ricordando il principio del “com’era e dov’era” per la ricostruzione delle parti pregiate dei centri storici (“questo é un nostro convincimento”, ha precisato ), Cialente ha invitato la politica “a fare un passo indietro rispetto alle beghe sul terremoto. Questo non sta succedendo, né a livello centrale né a quello regionale dove mi sembra, soprattutto negli ultimi giorni, che si stia scatenando uno scontro politico”.

“Non vorrei pensare che – ha concluso – avvicinandosi il momento della ricostruzione qualcuno pensi di prendere il controllo di qualcosa”.