L’AQUILA “Rifondazione Comunista ribadisce la propria contrarietà alla realizzazione della centrale a biomasse nel nucleo industriale di Bazzano. Il Consiglio regionale fermi tutto”.

Arriva un altro ‘no’ della politica aquilana alla centrale a biomasse a Bazzano (L’Aquila), da parte del partito della Rifondazione comunista dell’Aquila.

“Le motivazioni – si legge in una nota firmata da Francesco Marola, segretario provinciale Prc, ed Enrico Perilli, Capogruppo Prc e presidente Commissione ambiente e territorio al Comune dell’Aquila – sono le stesse per cui il Consiglio comunale dell’Aquila si è espresso contro la realizzazione della centrale: per la non congruità dell’impianto con la natura del nucleo industriale, principalmente artigianale e commerciale, con sedi istituzionali ed uffici, e perché l’approvvigionamento delle biomasse in un raggio di 70 chilometri risulta essere problematico in quanto non vi potrà essere negli anni la quantità di legnatico necessaria a sostenere l’impianto”.

“Il nostro patrimonio boschivo è fortunatamente in gran parte tutelato dai parchi nazionali e regionali ed è di natura di uso civico quindi gestito dalle amministrazioni separate: questi enti dovrebbero essere coinvolti nel precesso decisionale, invece di essere scavalcati senza neppure un ruolo consultivo”, proseguono gli esponenti di Rifondazione.

“Non è questo lo sviluppo capace di qualificare il nostro territorio – continua la nota – votato alla qualità ambientale e della vita. È noto che tali impianti, proprio per i problemi relativi all’approvvigionamento di biomasse, la cui combustione è già di per sé problematica per la salute, spesso corrono il rischio di venire successivamente convertiti in inceneritori di rifiuti”.

“Auspichiamo che le istituzioni locali e la popolazione facciano sentire la propria voce affinché il Consiglio regionale fermi la realizzazione dell’opera. Da parte nostra, il consigliere regionale di Prc Maurizio Acerbo si impegna ad operare al fianco dei movimenti cittadini e delle associazioni ambientaliste”, concludono Marola e Perilli.