L’AQUILA – Sono state 1.235 le domande arrivate all’Università dell’Aquila per sostenere l’esame di ammissione alla facoltà di Medicina, chirurgia e odontoiatria, 2.091 invece quelle per le professioni sanitarie.

A fornire i numeri ad AbruzzoWeb è Maria Grazia Cifone, direttrice del dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente (Mesva), che sottolinea, però, come “non sono cifre definitive, i ragazzi hanno ancora 3 giorni, fino al 23 agosto, per scegliere il nostro ateneo e sicuramente aumenteranno”.

“Molti ragazzi decidono all’ultimo momento la sede dove sostenere l’esame”, ricorda.

Se comunque, le iscrizioni si dovessero chiudere oggi, il numero di candidati per sostenere i test all’Aquila sarebbe nettamente inferiore a quello dell’anno scorso, che ha visto 4.300 aspiranti camici bianchi, contro i 3.300 volenterosi attuali.

I posti disponibili per i vari corsi di laurea sono 300 per infermieristica, 73 per fisioterapia, 12 per igiene dentale e ortottica, 12 per ostetricia, 20 per tecnica di riabilitazione psichiatrica, 25 per i tecnici di laboratorio, 27 per tecniche di radiologia e 30 per terapia della neuropsicomotricità dell’età evolutiva, e terapia occupazionale. I posti da destinare agli extracomunitari, invece, variano da 5 a 20 a seconda del curriculum scelto.

Sono proprio gli extracomunitari a essere messi ‘sotto torchio’ per questa prova visto che, un paio di giorni prima, dovranno sostenere anche l’esame di lingua italiana.

Le scelte del ministero dell’Università, quest’anno, hanno rischiato di scombussolare un po’ le carte in gioco.

Le date, infatti, hanno destato preoccupazione negli studenti e hanno creato problemi agli uffici preposti. Inizialmente, infatti, era stato deciso che gli esami di ammissione per Medicina e chirurgia si dovessero tenere nel mese di luglio, generando il panico tra tutti gli studenti che avrebbero dovuto affrontare gli esami di maturità prima e il concorso per diventare camice bianco subito dopo.

Fino a quando non è stata fatta marcia indietro, scegliendo come data nazionale il 9 settembre, “dopo il test di ammissione alle professioni sanitarie che ci sarà il 4 – ricorda – È il primo anno che succede”.

Un secondo mal di pancia è sorto riguardo il tempo disponibile per rispondere alle domande. Se fino all’anno scorso era di 120 minuti, il ministero aveva deciso di ridurlo a 60 e in proporzione sarebbe dovuto essere inferiore anche il numero dei quesiti, cioè 60. Decisione poi rivista giungendo al compromesso di 100 minuti per 80 quiz.

Per quanto riguarda la logistica, invece, la Cifone puntualizza che “abbiamo uno staff organizzativo ben consolidato, l’amministrazione ci ha messo a disposizione un centinaio di vigilanti, che svolgeranno l’incredibile lavoro di riconoscimento delle identità e vigilanza in aula per contrastare ogni tipo di irregolarità, accompagnati da una squadra della commissione docenti. Per ora ce ne sono 3 – annuncia – ma il numero preciso si saprà solo dopo la chiusura delle iscrizioni e la scelta delle aule utilizzate”.

Ogni stanza avrà un docente con 2 vigilanti; 2 docenti, invece, toccheranno a quelle da 300 posti dove sarà possibile inserire 150 candidati accompagnati da 4 vigilanti. Sarà presente anche un gruppo di tecnici informatici che, con sistemi di rilevazione, gireranno per le aule per controllare la presenza di smartphone, tablet e altri sistemi di comunicazione, tutti banditi da regolamento.

Le aule scelte sono quelle del blocco 11, le due della tensostruttura e quella nuova del blocco 0, insieme a quella del cosiddetto “blocco delle cantanti”, chiamato così perché realizzato grazie ai fondi ricavati dal progetto “Amiche per l’Abruzzo”, e Coppito 1 e 2.

I candidati inizieranno a entrare alle 8.30 secondo l’ordine che verrà pubblicato due giorni prima sul sito web della ex facoltà insieme a una mappa illustrativa che permetterà ai ragazzi di sapere dove andare.

Verranno ripartiti per età e non più in ordine alfabetico, esclusi i gemelli, che non staranno nella stessa aula. A garantire il mantenimento dell’ordine ci sarà anche la Protezione civile locale.

Alle 11, come in tutta Italia, inizierà l’esame. Si avranno a disposizione i 100 minuti e chi finisce prima non potrà uscire se non mezz’ora prima del termine stabilito. Per Medicina, Chirurgia e Odontoiatria i quiz arriveranno già sigillati, uguali in tutta Italia, dal Cineca, il consorzio al quale si è affidato il ministero per stilare le domande. A cambiare sarà solo l’ordine e la disposizione dei quesiti.

Per le professioni sanitarie, invece, saranno le stesse sedi a gestire i quiz. “Abbiamo un database ricco di domande che prendiamo dai libro in commercio e la mattina del concorso alla presenza di volontari facciamo l’estrazione informatica, dopo di che partirà una squadra all’interno degli uffici del dipartimento che si occuperà di fare tutte le fotocopie”, prosegue la Cifone.

Gli esaminandi di entrambi i corsi si troveranno davanti 60 quesiti che presenteranno cinque opzioni di risposta, quattro da scartare poiché quella esatta sarà una sola. Sulla base dei programmi predisposti dal Ministero dell’Istruzione, ci saranno cinque quesiti di cultura generale, venticinque di ragionamento logico, quattordici di biologia, otto di chimica e otto di fisica e matematica.

Per entrare in posizione utile della graduatoria è necessario ottenere nel test un punteggio minimo di venti. Per la valutazione delle prove si terrà conto dei criteri 1,5 punti per ogni risposta esatta; meno 0,4 punti per ogni risposta sbagliata; 0 punti per ogni risposta non data.

La novità dell’anno, infine, sarà la graduatoria unica per tutta Italia, graduatoria aggregata, “che dà più peso al merito” e la possibilità di scegliere la sede lungo tutto lo stivale. Al contrario dell’anno scorso, quando c’erano le liste aggregare in cui il candidato poteva scegliere la sede solo tra quelle della stessa area.