L’AQUILA – “In Consiglio regionale approda una leggina ‘ad personam’ per delle borse di studio sulla sanità per far posto a qualcuno più sponsorizzato di altri”.
È questa la denuncia del capogruppo di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, su un provvedimento che domani sarà esaminato dalle commissioni Bilancio e Sanità.
Il titolo della norma è “Intervento a favore di borse di studio per la formazione medico-specialistica”, che era “già stata proposta da Lanfranco Venturoni (capogruppo del Popolo della libertà, ndr) durante le sedute precedenti sotto forma di emendamento”.
“Ora presenta un progetto di legge il consigliere Emilio Nasuti, non il presidente e commissario per la sanità Gianni Chiodi“, precisa l’esponente comunista.
“Vi domanderete: finalmente un provvedimento sulla formazione? Neanche per sogno – aggiunge – L’emendamento Venturoni riguardava soltanto una borsa di studio. Era diciamo una leggina ad personam che per fare fronte ai tagli governativi prevedeva che la Regione si facesse carico per 5 anni di un contratto aggiuntivo per la scuola di specializzazione medica in Pediatria dell’Università dell’Aquila”.
“Bloccato l’emendamento Venturoni arriva la legge Nasuti e, come per il noto miracolo, le borse si moltiplicano e diventano quattro. A quella di Pediatria si aggiunge la scuola di specializzazione in Anestesia e rianimazione e terapia intensiva”.
“Nella relazione c’è scritto che l’indicazione sarebbe arrivata a Emilio Nasuti dagli Atenei e che quindi ‘si ritiene necessario e opportuno, anche in ragione delle necessità che si evidenziano nell’ambito del sistema sanitario regionale con riferimento al personale medico delle riferite discipline, disporre il finanziamento'”.
“Premesso che è strano che gli Atenei si rivolgano a Nasuti e che la proposta non giunga ufficialmente dal duo Chiodi-Zuccatelli c’è da domandarsi: sulla base di quale programmazione si individuano tali bisogni formativi? Chi attesta e dove che si tratti di ‘necessità’ del sistema sanitario regionale?”.
“Non si capisce perché solo quelle scuole necessitino di tale intervento né sulla base di quale istruttoria il collega avesse individuato queste specialità. Solo quelle scuole di specializzazione hanno subito tagli?”.
“Mi dicono che in passato questo genere di leggine venivano utilizzate per far posto a qualcuno più sponsorizzato di altri – conclude Acerbo – In epoca di tagli non si possono tollerare clientelismo e assenza di trasparenza e di regole”.



