PESCARA – File di ombrelloni vuoti, una manciata di italiani, stranieri assenti. Sembra quasi di vederlo davvero quel cespuglietto rotolante immaginario che come nei film passa indisturbato da Martinsicuro a Vasto e ritorno.

La crisi economica, si capisce, non ha risparmiato neanche l’estate 2013 che, giunta ormai a metà inoltrata, risulta ben più critica della già magra stagione passata. E la costa abruzzese, naturalmente, piange.

Benché non ci siano ancora dati precisi, infatti, le tendenze che si stanno verificando sulla costa, che ha sempre attratto un gran numero di turisti da ogni dove, sono decisamente negative.

Le vacanze lunghe sono per i più pura utopia. Sembrano andare per la maggiore quelle mordi e fuggi, spesso sfruttando il weekend; oppure le settimane in affitto o ospiti da amici piuttosto che in hotel.

“Anche se non abbiamo ancora dati certi – conferma ad AbruzzoWeb il nuovo presidente regionale di Confesercenti, Bruno Santori – l’andamento di quest’estate risente chiaramente della crisi economica. Il numero dei turisti sta subendo una contrazione sensibile e gli italiani, che erano la grande maggioranza, sono in forte calo”.

Dati in linea con il resto del Paese dove, secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori, quest’anno solo il 32% degli italiani è partito o partirà per le tradizionali vacanze estive, che non andranno oltre la settimana.

“Non è certo la prima estate che va così – prosegue il presidente di Confesercenti – Questa situazione si ripete tutti gli anni in cui ci sono situazioni di crisi economica, ma ora siamo giunti alla soglia minima di sopravvivenza. Non solo i turisti sono di meno, ma anche i giorni di permanenza sono decisamente minori rispetto agli anni passati. La tendenza è più vicina alla due giorni fuori porta che alla vacanza di 15 giorni, di fatto dimenticata”.

“Dall’altra parte – ha spiegato Santori – stiamo constatando che quest’attenzione al portafoglio dà sfogo al mercato delle seconde case. Chi non si può permettere di andare in vacanza all’estero si accontenta di questa soluzione più economica e prevediamo un recupero, se non altro, in termini di presenza nelle località”.

Non che la costa abruzzese non sia una meta amata per il mare, la cucina, l’ospitalità, e, a breve, per il punto in più a favore per la regione rappresentato dalla pista ciclabile più lunga d’Europa che la costeggia interamente.

“La nostra costa è stata sempre un luogo molto amato dai turisti – assicura Santori – e le mete preferite sempre le stesse: quella teramana, con le sue peculiarità e la sua vicinanza a Tronto, poi Pineto, Roseto e per il Chietino la costa dei Trabocchi fino a Vasto. Anche Pescara e Montesilvano, seppur per motivi diversi continuano a essere mete preferite per il loro connubio di mare, servizi e divertimenti”.

“Forse quello che potrebbe risollevare il turismo sarebbe una migliore comunicazione al di fuori della regione dei nostri punti di forza. Certe cose non basta averle, bisogna saperle comunicare”, conclude.