L’AQUILA – Sarà il prorettore dell’Università dell’Aquila Francesco Vegliò a presiedere la Commissione didattica d’Ateneo, dopo che Maria Grazia Cifone ha confermato le sue dimissioni irrevocabili dalla carica che ricopriva dal 2004.

Lo svela ad AbruzzoWeb la stessa direttrice del dipartimento di di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente (Mesva), confermando quelle che erano le informazioni provenienti da ambienti universitari.

I due sono entrambi reduci dalla debacle delle scorse elezioni per il nuovo rettore: la Cifone come ‘delfino’ dell’uscente Ferdinando Di Orio e favoritissima della vigilia ha perso al terzo scrutinio contro Paola Inverardi, candidata sostenuta dagli ‘oppositori’ dell’attuale governance.

Vegliò, invece, additato come ‘candidato giovane’ sebbene sia cinquantenne, si era fermato al secondo turno, riuscendo a eliminare solo Angelo Luongo, fatto fuori già al primo, dopo essergli pure subentrato come prorettore quando il collega più anziano ha rotto con Di Orio. Ora per lui questa nuova nomina anche se per un paio di mesi.

“Non ho mai avuto intenzione di ritirare le dimissioni, nemmeno se me l’avesse chiesto il rettore – spiega la Cifone a questo giornale – Resterò all’interno della commissione, ma non come presidente, fino al 30 settembre, quando decadrà. Anche perché il grosso del lavoro in materia di offerta didattica lo abbiamo già fatto”.

Nell’ultima riunione del Consiglio di area didattica del corso di laurea magistrale in Medicina e chirurgia la prof ha anche reso note le motivazioni che qualche giorno fa l’hanno portata a mollare la presa. Sempre in quella sede, la ex preside della scomparsa facoltà ha ricevuto testimonianze di sostegno e l’invito a ripensarci, ma non ha cambiato idea.

Due aspetti interessanti che, però, la prof ‘dimentica’ di riferire al telefono. Così che per ricostruire com’è andata bisogna consultare necessariamente il verbale del Consiglio di area didattica.

La Cifone ha spiegato di essersi dimessa principalmente per “la non volontà di istituire la Scuola di Medicina nella nostra sede”, oltre che il mancato rispetto da parte di altri dipartimenti rispetto al suo dell’impegno a “mantenere gli stessi incarichi di insegnamento anche ai docenti afferenti ad altri dipartimenti, per garantire la continuità didattica, prescindendo dal dipartimento di afferenza e dalla qualifica ricoperta”.

Tra i più accesi fan della dimissionaria il professor Massimo Casacchia, secondo il quale “le polemiche degli ultimi giorni non possono creare le condizioni per le dimissioni della prof Cifone dalla Commissione didattica di Ateneo, perché non si può fare a meno della sua competenza e nei prossimi mesi deve esserci un punto di riferimento necessario come lei”.

Casacchia ha proposto che il Consiglio ribadisse “che la commissione didattica di Ateneo venga presieduta ancora dalla prof Cifone”. La direttrice del corso di laurea, Maria Penco, e il docente Carmine Marini si sono associati.

La prof ha incassato l’appoggio del rappresentante degli studenti Andrea Fidanza, che ha affermato di “condividere pienamente gli interventi” sottolineando che “la mancanza della scuola di Medicina sta creando grande confusione”.

Intanto mercoledì prossimo, 24 luglio, il Mesva celebrerà un party estivo di dipartimento presso il ristorante Villa Feronia.

Con una gustosa trovata grafica, la docente Rita Roncone, organizzatrice dell’evento, ha creato una brochurina-invito con in copertina una ricetta medica in cui prescrive alla stessa Cifonee a tutti gli altri del dipartimento una terapia di gruppo anti-stress: per fortuna non ha usato un ricettario intero per inviti cartacei!

In ambito universitario, sempre da quanto si apprende, gli oppositori stanno commentando sulla festa ironizzando che “chi ha perso è stressanto, ma chi ha vinto no”. Un clima di sfottò che si era già manifestato una volta eletta la Inverardi, con i coretti ormai passati alla storia delle elezioni “chi non salta dioriano è”. Alberto Orsini