PESCARA – Il Tar del Lazio ha annullato la nomina di Luigi Ciampoli a Procuratore generale presso la Corte d’appello di Roma.
Lo hanno deciso i giudici della prima sezione, presieduti da Giorgio Giovannini, accogliendo i ricorsi di Nicola Trifuoggi, Procuratore della Repubblica di Pescara, di Salvatore Cantaro, sostituto procuratore generale a Roma, da poco in pensione.
Con questa decisione, si riapre la caccia alla guida della procura romana da parte di Trifuoggi che, alla guida di quella pescarese, ha condotto alcune delle inchieste giudiziarie più fragorose degli ultimi anni in Abruzzo, con impatti violenti sulla politica e l’economia regionali.
IL RICORSO
Nell’accogliere i ricorsi proposti dai magistrati Trifuoggi e Cantaro, la prima sezione del Tar del Lazio ha ritenuto in primo luogo che nella valutazione del ricorrenti da parte del Consiglio superiore della magistratura “non ha trovato adeguata considerazione il profilo dell’attitudine specifica alle funzioni da conferire”, che viene indicata “quale fondamentale parametro di riferimento nel quadro della selezione dei magistrati”.
I giudici hanno poi sottolineato come “valenza concretamente premiante” avrebbero dovuto avere quelle esperienze professionali dei magistrati Trifuoggi e Cantaro nel corso delle quali entrambi hanno “dimostrato il possesso di qualità organizzative e di coordinamento delle attività dell’organismo requirente che, invero, non arricchiscono il pur lusinghiero profilo professionale del controinteressato (Ciampoli, n.d.r.) in ragione dell’omesso svolgimento, nel corso della carriera, di omogenee funzioni direttive”.
Nello specifico, il Tar ha ritenuto di non poter omettere di sottolineare “l’evidente sottostima dal Csm riservata “ai profili attitudinali specifici di Trifuoggi e Cantaro, per i quali un “corretto apprezzamento avrebbe dovuto necessariamente condurre ad una ben diversa valutazione per la pregressa esperienza maturata”.
Ecco perché il Tar ha deciso di annullare la delibera con la quale il Plenum del Csm il 21 dicembre 2009 ha conferito a Luigi Ciampoli l’ufficio di Procuratore generale presso la Corte d’appello di Roma, “con riserva di successive determinazioni ad opera dell’organo di autogoverno, al quale è conseguentemente rimessa una rinnovata valutazione della posizione” dei ricorrenti.
Non solo; i giudici amministrativi hanno condannato il ministero della Giustizia e lo stesso Csm al pagamento delle spese di giudizio.
CHI E’ TRIFUOGGI
Trifuoggi, 68 anni, è originario di Avellino. Da giovane pretore, fece disattivare i ponti di frequenza in Abruzzo che consentivano alle reti Fininvest di Silvio Berlusconi di trasmettere in tutta Italia, contestandogli la violazione del monopolio statale.
Procuratore capo prima all’Aquila e poi a Pescara, in quest’ultimo incarico tra le inchieste condotte da Trifuoggi vanno ricordate quella sulla Fira, la Finanziaria regionale, con l’arresto dell’ex presidente Giancarlo Masciarelli; lo scandalo “sanitopoli”, che ha portato in carcere l’allora presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, oltre la recente inchiesta “rifiutopoli” sulla costruzione di un impianto di bioessicazione nel teramano, che ha messo agli arresti l’attuale assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni.
IL FUORI ONDA CON FINI
Trifuoggi è anche salito agli onori della cronaca per un “fuori onda” televisivo mentre era al fianco del presidente della Camera, Gianfranco Fini, in occasione della giornata conclusivo del Premio Borsellino, il 6 novembre 2009 a Pescara.
Berlusconi “confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo: magistratura, corte dei conti, cassazione, capo dello Stato, Parlamento. Siccome è eletto dal popolo…”, le parole pronunciate da Fini, e rilanciate al tempo dal sito Repubblica.it, non sospettando che i microfoni del tavolo della presidenza fossero aperti e registrassero la conversazione privata.
Fini aggiunse “Ma io gliel’ho detto. Confonde la leadership con la monarchia assoluta. Poi in privato gli ho detto: ricordati che gli hanno tagliato la testa a… quindi ‘statte quieto’ “, replicando a una battuta del procuratore Trifuoggi che si riferì a Berlusconi dicendo “È nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano”.





