CHIETI – A freddo certe ferite fanno ancora più male.
Per Lorenzo Del Pinto, centrocampista di Scoppito (L’Aquila) classe ’90, figlio dell’ex calciatore dilettante Luciano “a cui ho ripreso caratterialmente”, e cugino del rugbista Federico), dopo Chieti-L’Aquila l’amarezza è ancora viva. E non potrebbe essere altrimenti.
La semifinale play-off di ritorno di Seconda Divisione in terra teatina ha visto i padroni di casa imporsi per 1-0 sugli aquilani, vittoria inutile, perché ai neroverdi di Tiziano De Patre sarebbe servito un altro gol per ribaltare la sconfitta per 2-0 dell’andata e accedere così in finale per giocarsela contro il Teramo, reduce dalla bella e fondamentale vittoria ad Aprilia (0-1 dopo l’1-1 sotto il Gran Sasso).
“Peccato, perché meritavamo di passare il turno – commenta Del Pinto – alla fine L’Aquila si è dimostrata più esperta di noi, anche se gli episodi hanno giocato a favore loro. Ripeto, è un peccato, specie perché eravamo riusciti a fare gol con Capogna dopo 19 minuti. E senza l’errore del nostro portiere Cappa sul raddoppio di Carcione all’andata, saremmo passati noi al cento per cento”.
Di meriti in ogni caso il Chieti ne ha, visto che è arrivata a giocarsi una semifinale play-off con un manipolo di ragazzini, salvo il forte ed esperto attaccante Claudio De Sousa là davanti.
“Il lavoro di mister De Patre si è visto – afferma il giovane centrocampista – grazie a lui abbiamo espresso un ottimo calcio e rischiato di ottenere un risultato storico”.
Nella gara di andata nella ‘sua’ L’Aquila, alcuni vecchi amici del ragazzo hanno scelto di sostenere lui anziché la squadra della città, cosa che qualche strascico polemico lo ha lasciato.
“Penso sia normale che gli amici siano dalla tua parte – il pensiero di Del Pinto – ma penso pure che siano strafelici di vedere la squadra cittadina in finale. Col Teramo, nonostante manchi dall’Aquila da tanti anni, per non parlare della mia Scoppito, farò il tifo per i rossoblù. Non importa se non ho avuto l’occasione di giocare per L’Aquila, nel calcio sono cose che succedono e non mi preoccupo più di tanto. Sto crescendo per fare sempre meglio, a me va benissimo così”.
Senza pensare al mercato. “Per adesso mi riposo, ci sarà tempo per capire dove giocherò l’anno prossimo, se resterò a Chieti oppure no”.



