L’AQUILA – Arriveranno nei prossimi giorni nelle case degli aquilani le salatissime bollette di luce e gas con le quali si dovrà restituire lo “sconto” ricevuto lo scorso anno grazie alle agevolazioni concesse nelle tariffe.

Dopo la bocciatura degli emendamenti salva-L’Aquila, in cui si richiedeva la proroga della riduzione del 30% sulle bollette, l’Enel ha deciso di iniziare già da questo giugno a riscuotere le somme relative ai consumi fatturati con tariffa agevolata dopo il 5 aprile 2012, data nella quale sono scadute le condizioni stabilite dall’autorità per l’energia elettrica.

Insomma, si dovrà cacciare quello che si era risparmiato dall’aprile al dicembre dello scorso anno, quando le bollette erano abbattute del 30%.

Tradotto in euro, si tratta di 700 fino a 1.500 euro a famiglia, per un totale di circa 90 milioni di euro da restituire in tutto il “cratere”. Un’ulteriore stangata, visto che già dal mese di gennaio 2013 è ripreso il pagamento le bollette a tariffa piena.

E al momento non è arrivata alcuna comunicazione ai cittadini, se non un avviso quasi invisibile apparso come inserzione pubblicitaria sui quotidiani stampati.

“La bocciatura dell’emendamento è stata fatta in maniera del tutto inopinata – spiega ad AbruzzoWeb l’ex parlamentare del Pd Giovanni Lolli – c’è infatti un fondo speciale dell’Authority per coprire queste spese, che non avrebbero quindi intaccato le casse dello Stato”.

L’Enel spiega che il saldo sarà ripartito in 12 rate mensili senza interessi, che verranno addebitate nelle bollette normalmente ricevute. Si potrà anche pagare in un’unica soluzione, informandosi sul sito del gestore.

La decurtazione del 30% aveva una durata triennale, mentre In Molise le tariffe agevolate sono rimaste invece per dieci anni.

“E per le aziende il salasso sarà maggiore, perché per loro la riduzione delle bollette era del 50%”, conclude sconsolato Lolli.